NEW YORK – Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per il Mondo, l’Europa e anche l’Italia: sia nel 2008 che nel 2009 il Pil italiano segnerà un +0,5%. Ma lascia aperti scenari negativi e il nostro Paese, comunque, resta in coda alla classifica Ue.
Nel nostro mondo c’e’ sempre bisogno di crescita, negli USA se la crescita del PIL non e’ almeno dello 0,5% all’anno si e’gia’ in recessione.
Questo e’ quanto ci dice il Fondo monetario internazionale unito a tutti i piu’ autorevoli associazioni e dai nostri governanti,sia di destra che di sinistra.
Per crescere vuol dire che bisogna aumentare la produttività: tutti dobbiamo produrre di piu’, ogni azienda deve vendere piu’ prodotti e noi dobbiamo comprare di piu’ : cosi’ il PIL crescerà.
Cambiamo più spesso l’auto, il telefonino, vacanze piu’ costose in alberghi piu’ lussuosi. Chi ha famiglia come fa?
Fai straordinari se puoi, cercati un secondo lavoro cosi’ guadagni di piu’. Poi se trascuri i figli che cosa conta?
Anzi si guardano un po’ di tele in piu’, poi vuoi mettere la soddisfazione a compragli ogni anno zaino ed astuccio delle Brats o dell’uomo ragno?
E l’effetto serra? Il deserto che avanza? Le alpi con sempre piu’ pioggia e meno neve? Tutto da dimostrare, tutte teorie.
Come se il pianeta fosse infinito con infinete risorse.
Alcuni mi dicono che parlo cosi’ e posso fare certi discorsi perche’ ho ‘la pancia piena’, ossia ho un lavoro ‘abbastanza’ sicuro altrimenti ragionerei in modo divero.
Ho pero’ un cellulare vecchio modello che va bene, non fa foto ne filmati ed ha uno schermo in bianco e nero, un’auto di 10 anni che mi va benissimo e che terro’ finche posso, uso sempre la bici..
www.decrescita.it
Massima per il week-end : “Se vuoi che i tuoi sogni si realizzino non devi dormire”.

Mi sono occupata recentemente di misure del “benessere”. Fortunatamente ormai sono davvero in pochi (tra questi i giornalisti, ma è noto che non brillano per capacità di analisi) a credere che il PIL misuri lo sviluppo di un paese. Certo è difficile trovarte misure alternative, ma gli sforzi fortunatamente non mancano: la Banca d’Italia e l’Oecd hanno cercato addirittura di misurare la felicità (http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/economia-felicita/economia-felicita/economia-felicita.html).
In generale comunque ormai da anni si parla più ampiamente di qualità della vita…basta dare un’occhiata al programma di questo importante incontro organizzato dall’Oecd dal titolo “Beyond the GDP” (http://www.beyond-gdp.eu/)
Eppure mentre, perfino la statistica con tutti i suoi limiti e rigidità si adegua, ci continuano a bombardare con questo PIL che deve crescere e che temo molti non sappiano nemmeno bene cosa sia…..fa comodo così evidentemente….a chi? Ai soliti GRANDI noti….
Segnalo a chi non la conoscesse l’iniziativa sostenuta dalla trasmissione radio Caterpillar (RADIO2): giornata della decrescita felice (si celebra il 13 dicembre)
Anch’io che con il mio lavoro contribuisco a calcolare il PIL, mi chiedo ancora a cosa serva, se sia così indispensabile. Me lo chiedo soprattutto quando devo lavorare 10 ore al giorno, sabato e domenica compresi, per far sì che al 1° marzo chiunque si trovi al governo (l’esperienza mi ha insegnato che non fa differenza) possa contendersi con l’opposizione i meriti di un’eventuale impercettibile crescita o attribuire al precedente esecutivo i demeriti di un altrettanto irrisorio decremento. Che cosa significa benessere? e come calcolarlo? credo che tutto dipenda dalle proprie aspettative e dal proprio modus vivendi: per alcuni significa fare code interminabili pur di possedere l’ultimo I-Phone, per me che ho lo stesso cellulare da quasi 5 anni (un preistorico aggeggio che non fa foto, filmati, non mi fa ascoltare musica e non “mi porta il caffè a letto”), mi rende felice sapere che mi permette di parlare con chi desidero.