life style


Oramai non ci speravo più ma nonostante il freddo che ormai incombe sulla terra, quando tutto ingiallisce e le foglie cadono.
Sabato pomeriggio arrivato all’orto: ho visto il viola!!

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Fiore dello zafferano


Ora verrà raccolto e vedrò la qualità di questo zafferano. I bulbi sono arrivati dall’Abruzzo…
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immagine zafferano con bulbo

PS. A presto per qualche ragguaglio sul metodo Total immersion…

Giornate di lutto per lo sport, ieri è morto Castagnetti, ct della nazionale di nuoto ed allenatore di Federica Pellegrini ma oggi voglio parlare di Frank Vandenbouke, nato a Mouscron, 6 novembre 1974 morto ieri , in Senegal dove era in vacanza.

Frank Vandenbrouke 10 anni fa, nella COFIDIS

Frank Vandenbrouke 10 anni fa, nella COFIDIS

In Belgio il ciclismo è sport nazionale. Frank era un predestinato, ovvero era un ciclista di talento aveva tutte le doti psico-fisiche per vincere, per prevalere sugli avversari quello che si dice un ciclista di classe.

Di solito i ciclisti passano dalle categorie giovanili alla categoria dilettanti, da lì i più bravi e convinti diventano ciclisti di professione. Ma Frank evitò questo passaggio, tanto era forte : ancora prima dei 20 anni debuttò nei professionisti.

Il ciclista di classe quando è nei giorni di vena diventa imbattibile 10 anni fa , nel 1999 Franck era imbattibile vinse parecchie corse in linea, ovvero le corse di un giorno. Vinse la Liegi – Bastogne – Liegi , arrivò ai mondiali di Verona arrivò tra i primi nonostante corse con un polso rotto per una caduta nelle fasi iniziali della corsa.
Da quell’anno in poi cominciarono le grane: doping e via dicendo. Il ciclista professionista purtroppo convive con il doping, è così per tutti, penso io. Ma Vandenbroucke non riuscì più a riprendersi, anche la miglior macchina umana non funziona più quando la mente non vuol più saperne di mettersi a spingere il corpo a sopportare i gravosi carichi di fatica che l’atleta deve compiere nell’allenamento quotidiano e nelle gare.
Infatti , come spesso succede a tanto talento in bici corrisponde una debolezza di carattere.
Nel 2002 viene arrestato mentre guidava: fu fermato per eccesso di velocità : in macchina una grossa quantità di amfetamine e siringhe. Inoltre, nella sua abitazione, vennero riscontrate quantità di EPO, morfina e clenbuterol, una droga prescritta per sopperire a disordini di salute.
Il corridore anche a causa di questo ebbe una forte crisi depressiva.

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L’uomo rimane da solo, da n°1 diventa un outsider, crisi anche in famiglia si separa dalla moglie e dalla figlia. Tanto che Frank tenta, nel 2005 e nel 2007 di togliersi la vita.

”Ero depresso come non mai. Ho deciso di farla finita io…Sono andato a prendere la bottiglia di vino più caro della mia cantina, un Château Petrus del 1961. Ho fatto un brindisi. Ho scritto una lettera d’addio “Non c’è bisogno di un’autopsia, ho iniettato 10cc di Atractapid. Per favore non lasciate che apra gli occhi”. Ero solo, ho messo su la maglia di campione del mondo, mi sono iniettato la sostanza e poi sono andato sul mio letto e ho aspettato di morire. Ero così felice. Non avrei più dovuto preoccuparmi. E’ stata mia madre che mi ha trovato il giorno dopo”

Vandenbrouke

Vandenbrouke


All’inzio di stagione, il 4 aprile torna a vincere, è una corsa “minore”, una cronometro di 15Km la “Boucle de l’Artois”, ma è sempre bello vincere..
Quest’anno ai mondiali di Mendrisio collabora con la TV belga, come commentatore e nelle sue intenzioni di riprendere ad allenarsi, di farsi preparate da Aldo Sassi, allenatore di Cadel Evans e del nostro Ivan Basso. Anche a 34 anni poteva, per 2 o 3 stagioni, tornare ad essere protagonista nel mondo del ciclismo.

Ma come per il nostro Marco Pantani , Frank va incontro al suo destino ..

Il 18 settembre scorso, ovvero venerdì scorso la bella Laure Manadou annuncia l’addio al nuoto.
Ha solo 22 anni essendo nata nell’ottobre del 1986.

E’ stata la più forte nuotatrice francese, di sempre.

    Una carriera folgorante:

  • 2004 europei di Madrid ( 3 ori nei 100 dorso, 400 stile libero e staffetta 4×100 misti),
  • olimpiadi di Atene ( tra cui oro nei 400 SL )
  • 2005 mondiali di Montreal oro nei 400 SL
  • 2006 record mondiale sui 400 sl in vasca corta e vasca lunga
  • 2007 mondiali di Melbourne oro sui 400 e 200 SL ( record mondiale 1′55″52)

Poi cominciano le vicissitudini sentimentali e da qua in poi la Manadou nuotatrice passa in secondo piano rispetto alla Manadou donna da copertina..

Laure Manadou - ottobre 2008

Laure Manadou - ottobre 2008


Un fidanzamento con nostro Marin concluso con liti e battibecchi agli europei in vasca corta del 2007..Gia’ da qua si capisce che il nuoto oramai non è più il suo centro di vita ed i risultati cominciano a calare, tanto che a Pechino nell’estate del 2008 arriva ultima nella finale dei 400 SL e settima nei 100 dorso..
Ora arriva l’annuncio del ritiro , peccato perchè a 22 anni poteva ancora essere ad altissimo livello.

Ma guardiamo a Dara Torres, altra nuotatrice , americana, famosa ( e formosa nella muscolatura ) con un carattere d’acciaio. Dara è nuotatrice da sprint, dove l’attitudine al nuoto si deve coniugare con una potenza da esprimere per poco più di 20″. Dara è nata il 15 aprile del 1967 ha 42 anni.
Il palmares di Dara lo trovate qua
Si allena ed è mamma di una bella bimba di 3 anni che si chiama Tessa.
Dara ha un carattere d’acciaio, grande spirito di sacrificio negli allenamenti e non cede a compromessi con niente e con nessuno, pure nella vita sentimentale ( 2 mariti e 2 divorzi ), il suo compagno attuale david Hoffman è il padre di Tessa..

Con la figlia

Dara Torres con la figlia


Dara soffriva di disturbi alimentari negli anni dell’università ora ha una attenzione quasi “maniacale” nell’alimentazione, dieta ed utilizzo di aminoacidi a catena ramificata, AM sport. Tutto legale s’intende, tanto che Dara è promotrice della lotta al doping e si fa controllare per 15 volte il sangue dal 2008 al 2009.

Ha partecipato a cinque olimpiadi ( saltando Atlanta 1996, sennò sarebbero 6 ).
A Pechino nel 2008, arriva seconda sui 50 stile libero. A Roma 2009 arriva ultima in finale, sempre sui 50 SL, ma corre in pratica con una gamba sola, handicap non da poco nello sprint dove la spinta delle gambe conta moltissimo. Il suo ginocchio fa male le cartilagini sono assottigliate. “Ogni volta che scendo le scale mi sembra un calvario” dice al cronista che la intervista prima dei 50 a Roma.

Dopo i 50 SL di Roma: Dara Torres ( a sinistra) - Britta Steffen a destra ultima e prima della finale

Dopo i 50 SL di Roma: Dara Torres ( a sinistra) - Britta Steffen a destra ultima e prima della finale


Ma non vuol saperne di smettere ora sarà a Tel Aviv per rifarsi le cartilagini. In pratica useranno le cellule staminali, tecnica non consentita negli USA.
Ma da qua alle prossime olimpiadi di Londra nel 2012 c’è tutto il tempo per recuperare…Ce la farà ?

In queste calde giornate d’agosto un’osservazione sulla nostra politica, in particolare sulla Lega Nord.
Questo partito è ormai da 10 anni un partito di governo ma sembra che l’elettorato non lo consideri tale.
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Negli stati federali c’e’ sempre una componente di appartenenza allo stato, ovvero partendo dalla
centralita’ vengono definite dei sottostati che si occupano di problemi inerenti alla loro regione, ovvero
un localismo che arriva dal centro. 2 esempi: USA e svizzera. Magari il federalismo è anche spinto , tanto che le varie regioni hanno una loro capacita’ impositiva però il principio è che tutto parte dallo stato centrale, ovvero che il potere venga concesso dal centro verso la periferia.
Al contrario la Lega Nord parte come movimento separatista ovvero da un concetto opposto, non è lo stato che da’ potere alla regione ma una regione che vuole prendersi piu’ autonomia: ogni regione si arrangi e si tenga il suo bello o gramo che sia.
Ma a questo punto scatta l’equivoco: i movimenti separatisti sono sempre in lotta con il governo, spesso sono
lotte violente che sconfinano nella guerriglia e nel terrorismo oppure sono partiti pacifici ma senza velleita’ di governo. Vedi il separatismo dei paesi baschi e dei catalani in Spagna, dell’IRA in Irlanda , dei Ceceni e cosi’ via.

La lega nord, al contrario è partito di governo da anni. Lo scorso 30 aprile anche il senato approva la legge sul federalismo: tripudio tra i banchi della lega ed in effetti questo è un successo, la legge ottiene l’appoggio dell’Italia dei Valori , l’astensione del PD quindi passa senza problemi.
I punti principali sono :
- autonomia impositiva delle regioni ovvero Le funzioni fondamentali erogate (l’assistenza, la sanità e le spese amministrative che riguardano il comparto dell’istruzione) sono assicurate: attraverso il gettito tributario valutato ad aliquota e base imponibile uniformi; addizionale regionale Irpef; compartecipazione all’Iva;
- istituzione di nove città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, per le quali si punta a cancellare le corrispondenti province. Norme ad hoc per Roma capitale: un nuovo ente che sostituirà il Comune. Il consiglio comunale diventa assemblea capitolina e si occuperà di valorizzare beni storici, artistici, ambientali e fluviali oltre che di edilizia pubblica e privata.
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Ma ora arriva il bello: quando entrerà in vigore questa legge?
I più ottimisti dicono tra cinque anni, i pessimisti tra sette. Non si andrà comunque oltre il 2016. Scommettiamo che prima dell’entrata in vigore verra’ modificata se non annullata del tutto?
Intanto continua lo strombazzamento mediatico, un pò pacato in Tv, molto più aggressivo e senza freni nei comizi e nelle feste “padane”, arriva a livelli da nazionalsocialismo.
Ma io da lombardo posso stare tranquillo, a Roma la lega vigila…

Domenica 12 luglio.
E’ da un po’ che non tornavo da queste parti. Sveglia alle 6:15, colazione e via in macchina per Mandello del Lario.
Mandello è un paesotto in provincia di Lecco, sede della Moto Guzzi.
Il cielo è velato, nuovoloso e quando per un po’ sbuca il sole si sente subito un bel caldo.

Sul lungo lago di Mandello vedo la sponda opposta, l’aria del mattino è limpida e quindi la riva al di là sembra vicinissima, ma non è cosi’, me ne accorgo sul motoscafo che ci porta di la’ ci mette un pò ad arrivare ed in mezzo al lago si sente già un po’ di brezza. Quando scendo dal motoscafo mi accorgo che il livello dell’acqua è alto , la spiaggetta sassosa si restringe e gia’ una calca di nuotatori è arrivata ed e’ in attesa.
E’ previsto l’uso di un pallone gonfiabile ( sono rossi e si vedono nella foto ), si lega in vita, tuttavia il suo utilizzo è opzionale ed io ne faccio a meno, voglio attraversare il lago senza questo orpello ( che però puo’ dare sicurezza..).
Oramai la maggioranza usa le mute da nuoto, per ovviare al freddo ma sopratutto per avere un vantaggio sulla velocita’ di nuotata, a me il tempo non interessa, quindi vado con il mio costume da nuoto e basta. Poi c’e’ la crema idrorepellente che aiuta a sopportare la temperatura dell’acqua.
Alle 10 infatti l’odore di queste creme invade l’aria, chi ha la muta se la mette sul collo per eviare l’abrasioni, mentre io me la metto dappertutto perche’ l’acqua è freddina.

Alle 10:15 tanti si scaldano nuotano nei pressi della partenza, ora rimpiango la muta, avrei potuto anche nuotare un po’ per scaldarmi, ma pazienza non sono l’unico.
Finalmente si parte, la tensione della gara mi fa dimenticare la botta di freddo che ricevo appena dentro l’acqua e via. Parto abbastanza lento tanto che vedo parecchia gente mulinare braccia e gambe davanti. Il fondo del lago scompare subito, contrasta molto con lo splendido panorama della superficie che vedo quando respiro.
Gia’ perche’ io respiro in prevalenza a sinistra ovvero verso nord e vedo le barche che formano il lato nord del corridoio fatto apposta per tutelare noi nuotatori dal traffico dei natanti su e giù dal Lario.
Gia’ il nero del lago, anche durante la gara sto nuotando e vedo sotto il nulla. Ma come sarà il fondo? Impossibile saperlo, come impossibile è dare un perchè alla nostra esistenza quante cose non sappiamo noi!! Guardando il fondo mi sembra di essere un astronauta che guarda uno spazio senza stelle, un’oscurita’ piena.
E penso:..Il lario è il lago più profondo d’Italia arriva a 410 metri, mi ricordo di quando ero a scuola e mi era rimasto impresso..Pero’ mi dicevano che il punto di massima profondità è sul ramo di Como non su questo..Chissà quanto sarà qua sotto..Beh saranno almeno 200 metri , no ? Pensa avere sotto 200 metri d’acqua. Ma non bisogna aver paura, l’acqua è nostra amica…
Splendido e’ il panorama verso nord che vedo quando respiro..le montagne che svettano nel cielo sopra l’acqua verde-azzurra.
Purtroppo tutta questi pensieri mi stanno facendo rallentare, devo spingere !! E cosi’ aumento un po’ la cadenza e subito comincio a superare qualche nuotatore. In effetti gli allenamenti ‘tecnici’ mi danno ora un gran beneficio e scorro via senza faticare troppo. Ogni tanto cerco di respirare anche a destra e vedo dal numero di palloni rossi che da quella parte c’e’ il numero maggiore di nuotatori.
Aumento ancora in vista dell’arrivo ma ora aumentano tutti la cadenza e si arriva sul molo di mandello quando il chip alla caviglia mi fa segnare il tempo : 28′ e 53″.
Mi accontento cosi’ del tempo, che mi collochera’ appena prima della mezza classifica. Potevo forse tirare di piu’ , arrivare piu’ stanco ma quando si è la in mezzo al lago teniamo sempre una riserva di forze, è sempre cosi’, almeno per me.

L'arrivo dei concorrenti sul traguardo

L'arrivo dei concorrenti sul traguardo


La soddisfazione di poter dire ‘ho attraversato il lago!!’ e’ grande. Ora mangiamo qualcosa nello stand e siamo a posto.

Considerazioni sulla gara
La proloco di Mandello del Lario organizza questo evento per la 14-ma volta. L’evento è sempre più apprezzato ed i partecipanti aumentano sempre, tanto che è al vaglio degli organizzatori una proposta di fare la traversata doppia ovvero partire ed arrivare sullo stesso posto evitando l’onere di trasbordare 500 persone..Sui 3 Km la competizione sarà riservata ai nuotatori agonisti ed io se nuoto cosi’ arrivo indietro..

Per quanto mi riguarda posso dire di essere abbastanza soddisfatto, ora però se voglio migliorare dovrei dedicare più tempo agli allenamenti e quindi rinunciare ad altre attivita’che comunque mi interessano.
Anche le competizioni a livello amatoriale stanno assumendo una connotazione sempre più agonistica, nulla viene lasciato al caso, vedo gente di 50 anni e passa che cura l’alimentazione e fa vita da atleta.
Io non mi risparmio in allenamento ma per me l’impegno comincia quando entro in piscina e finisce quando esco dalla vasca, ma purtroppo questo non è più sufficiente se mi voglio migliorare.

Il livello cresce sempre di più e solo una preparazione assidua e scrupolosa permette di stare almeno nella prima metà della classifica, altrimenti si arriva indietro e di parecchio anche.

Vedremo più in la’

Buongiorno a tutti

Dopo 2 settimane di ferie e altrettante di lavoro arretrato arrivo a postare sul blog..
Chissa’ poi se interessera’ a qualcuno ma fa nulla. La stagione del nuoto è per me alla fine e domenica si chiudera’ con la traversata
del lario.( Se il tempo lo permette..)

In questo periodo ho partecipato alle gare dei master a Riccione e poi a Senigallia ho soggiornato fino al 5 luglio dove ho apprezzato per la prima volta il nuoto ‘open water’ ovvero in acque libere.
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Pensavo che nuotare in mare fosse piu’ facile per via dell’acqua salata che ti fa galleggiare di piu’, ma non è vero. Il vantaggio della
maggior galleggiabilità non compensa gli sforzi dovuti alle onde ed alle correnti, che seppur lievi ti fanno perdere parecchio.

Nuotavo in parallelo alla spiaggia ecco cosa ho imparato.

- Meglio nuotare alla mattina oppure alla sera perche’ il mare è generalmente piu’ calmo in queste ore.
- Meglio nuotare subito appena si arriva sulla spiaggia, ovvero evitare di stare a rosolarsi sotto il sole per ore e poi andare in mare
per nuotare, si può fare il bagno, ovvero qualche bracciata ma per il nuoto su lunghe distanze è meglio partire piu’ freschi.
- Mettere in testa una cuffia bella colorata cosi’ ti vedono
- Stare sempre al di qua delle boe di segnalazione: in tutte le spiagge generalmente ci sono delle boe che creano una linea immaginaria che serve a tutelare
i bagnanti dalle imbarcazioni, quindi è meglio non oltrepassarle a nuoto. Dov’ero io erano a circa 200/250 mt dalla spiaggia, una distanza piu’ che buona.
- Non nuotare con il mare mosso anche se il concetto di mare mosso è molto soggettivo

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Ma volete mettere la soddisfazione del nuoto in mare rispetto a chi nuota costretto tra le mura di una piscina?

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E le mute?

Peter rei non usa mute da nuoto, probabilmente servono per distanze molto lunghe sopra i 5 km quando si sta in acqua per piu’ di un’ora e mezza e ci si raffredda.

Io arrivo al massimo a 2,5/3 Km per cui ne faccio a meno.

Io ho una muta da wind-surf, una bella muta ma non va bene per nuotare l’ho provata in piscia e mi lega troppo nei movimenti, se proprio si vuole si puo’ acquistarne
una da triathlon. Costo dai 200 euro in su, ma non conviene buttar via 90-100 euro per una mutino da sub o da wind surf.
Con una bella muta da triathlon si guadagna notevolmente sui tempi, almeno 1 minuto ogni Km.

L’Adamello e’ un gruppo di montagne in provincia di Brescia, in Val Camonica, ai piedi di queste montagne c’e’ un paesino che si chiama Edolo.
Il 27 luglio 1978 in piena estate, un gruppo di ragazzi di Edolo fonda “Radio Adamello”. Allora con poco si poteva mettere in piedi una radio,bastavano un trasmettitore, un microfono e dei dischi, uno faceva di tutto, dal DJ, al tecnico , al commerciale.
Nel giro di qualche anno diventa una delle radio piu’ ascoltata delle provincie di Sondrio , alto Bresciano e zona del Lago di Como.
Dagli anni ‘90 in poi la radio ebbe una sua struttura come fosse un’azienda, suddivisa in vari settori, commerciale, amministrativo.

Cos’era Radio Adamello per noi, ragazzi degli anni ‘80 che oggi che siamo tra i 35 -50 anni ?

Radio Adamello era “la” radio. Ci passavano sopra sentimenti, emozioni ed il nostro pensiero girava libero.

Beh certo era il periodo delle scuole superiori, dei primi innamoramenti, del motorino e la radio ci accompagnava a casa, nei pomeriggi, quando cercavo invano di studiare e sentire la radio allo stesso tempo.
Per la storia gli anni ‘80 erano quelli del disimpegno, quando i nostri giovani professori delle superiori ci rinfacciavano la nostra “easy life”, ovvero la vita senza impegni, senza contestazioni, mentre noi ci accontentavamo di tutto. In valle tutto questo era stemperato, però un po’ si sentiva lo stesso.

Come non ricordare “il cremonese” , Mario Cervi, l’anima di questa radio fino al 2001.
A Edolo per il servizio militare fu uno dei fondatori di questa emittente. A volte noi maschi ne eravamo invidiosi, perche’ parecchie nostre amiche erano attratte dal baffo che conquista..Ma in compenso avevamo le nostre soddisfazioni quando l’Inter perdeva..Purtroppo scomparve nel capodanno del 2001 a Bormio, mentre svolgeva il suo lavoro col pubblico, come al solito.

Vi dico la verità : ora la sento molto più di rado, forse per l’età, forse perchè i tempi sono cambiati, però’ quando sono in auto mi capita di mettermi sulle vs frequenze, ed ascoltandovi ritorno ai miei anni ‘80 , poi fa piacere sapere che Radio Adamello è sempre viva, e c’è.
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Ecco il sito http://www.radioadamello.com/

Ora, dopo il 30 aprile la radio cesserà di trasmettere. Le frequenze sono state acquistate da un gruppo editoriale lombardo ( di cui fa parte Radio Number One ).

La notizia dell’imminente chiusura di radio Adamello mi ha colpito, come il metter sopra una pietra sul passato.

Questo è il messaggio che ci viene passato se guardiamo per un po’ i nostri telegiornali.
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A fine marzo Due, o forse tre, ‘carrette del mare’ colate a picco con il loro carico di vite e speranze nel Canale di Sicilia, nello specchio di mare antistante la costa libica. Un’altra imbarcazione con 350 disperati, soccorsa da un rimorchiatore italiano nel porto di Tripoli. Sono fra i pochi elementi di ‘certezza’ dell’ennesima tragedia dell’immigrazione clandestina che ha insanguinato il Mediterraneo
Nei TG una scarna notiza e nulla più.

In compenso siamo martellati da immagini sul terremoto Abruzzese da giorni, persone anziane che vivono nelle tende,di bambini che vanno all’asilo in tendoni, di macerie ovunque.
Questo e’ quanto i nostri mezzi di informazione ci inviano : la vita di un italiano vale almeno 100 volte quella di un africano.
I nostri politici, di fronte al terremoto, fanno a gara a chi e’ piu’ addolorato e piu’ si prodiga a raccogliere fondi.
C’e’ un partito trasversale da destra a sinistra che grida “Sciacallo!!” a chi non si accoda e non si mostra addolorato e riverente.

Il dolore va rispettato col silenzio, invece i politici ostentano una dedizione alla causa da primadonna.

Come non pensare che non si sfrutti il terremoto per avere un ritorno d’immagine?

Poi voglio contestare il sacro principio della ricostruzione, se abbiamo 2 famiglie di 4 persone

1) la prima ha perso il suo appartamento da 100 mq con una fiat punto in garage ha diritto ad essere risarcita per il valore perso.
2) se la stessa famiglia vive un una villa che vale 1.500.000 con 1 mercedes, 1 ferrari in garage non puo’ pretendere di vedersi tutto risarcito ristabilendo la situazione ante terremoto, deve avere lo stesso risarcimento della prima in quanto lo Stato non e’ responsabile del terremoto.

A volte mi sembra che il nostro sistema di vita ci costringa a vivere in un tubo.
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Ma perchè un tubo?
Perchè il tubo ti blocca gli spazi, se sei dentro vai solo avanti o indietro.

PeterRei cerca di uscire dal tubo, a volte sbatte contro le pareti invano, a volte riesce.
In cosa consiste il tubo?  Nei vincoli che la nostra società ci impone, nella iper-specializzazione, nella
globalizzazione.Non e’ che il tubo ci spara verso un modello di società che sta diventando insostenibile?

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Ho portato l’auto per la revisione: 75 euro per metterla su un banco 4 accelerate, 2 frenate e via….
E’ giusto che si controllino i freni, i fari le gomme ma 75 euro per 4 accelerate e 2 frenate sul banco mi sembra un po’ troppo,
per non parlare del bollino blu ogni anno.
Ecco a volte penso che ci sia una sorta di sistema che ci spinge a spendere le nostre risorse e noi non siamo più padroni del nostro tempo e del nostro denaro..

Ma tante persone nel tubo ci stanno bene, come Mr X il mio vicino, lui si nel tubo ci sta benissimo e viene sparato come una pallottola nella canna di un fucile.

La sua auto ideale è il SUV, k0725012

per legittimare sulla strada il successo conquistato dopo anni di sacrifici così si sta alti,per salire un bel poggiapiedi cromato perchè lo scalino dovrebbe essere alto non meno di 70cm
e se per caso offre un passaggio a qualche bella minigonnata e wow scatta l’upskirt!!k0109005
Ed mezzo dovrebbe essere sempre più alto, l’ideale sarebbe il poter guidare in piedi, come fosse al timone di una vascello con tutti i comandi sul cruscotto altro che balle!
Ed il sabato pomeriggio finalmente entra nella sua dimensione, dopo una settimana di lavoro-palestra-casa-famiglia arriva il momento dello sfogo:  in giro con gli amici nei centri commerciali ostentando potenza economica e ricerca delle migliori offerte nello stesso tempo,
oltre al piacere di sedurre e conquistare perchè questo è il “sale della vita” come sostiene con fare orgoglioso, quando la moglie non è nei paraggi.

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Poi la domenica con un ammirevole senso del dovere rientra nei ranghi e puntuale come un orologio svizzero va a messa con la famiglia e pranzo dai suoceri.
Non so, forse sono io a sbagliare, forse dovrei lasciarmi guidare e scorrere dentro il tubo?

Quest’inverno ci sono state abbondanti nevicate in montangna. L’altra domenica ho scattato una foto in un giretto con gli sci in montagna. Si rimpolpano un po’ i ghiacciai e le montagne sono gonfie di neve, meno male perche’ in questo modo anche se non piove rimane acqua per l’assetata pianura.
Alcuni sostengono che dall’estate scorsa, abbastanza fredda e con precipitazioni che son diventate nevicate sopra i 3000 mt gia’ da settembre si ha la sensazione che i ghiacciai riprendano un po’ del terreno perduto..
Secondo me è solo un episodio, non fa testo un anno solo visto che e’ da 50 anni che i ghiacciai si ritirano.
Postero’ ancora altre foto intanto ecco questa, la neve arriva fin sotto i cartelli di segnalazione.. siamo a 1800 mt sopra il livello del mare all’incirca e qui di notte si va ancora sotto zero ma di giorno il sole ci fa abbronzare.
Buongiorno a tutti.
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Eccone altre 2 , queste sono state scattate un po’ piu’ in basso la settimana scorsa…
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