da agenzia ANSA:

proteste in Tibet
Ore decisive la rivolta in Tibet. A mezzanotte (le 17 in Italia) scade l’ultimatum di Pechino per la resa dei ribelli. Ma intanto da Dharamshala, nel nord dell’India, gli esuli tibetani hanno denunciato che sono gia’ “centinaia” i morti nella rivolta e hanno lanciato un nuovo appello all’Onu e alla comunita’ internazionale perche’ intervengano a scongiurare un massacro. La Cina, da parte sua, continua a ridimensionare il bilancio dei morti: da Pechino, il presidente cinese della regione autonoma del Tibet, Qianba Puncog ha assicurato che la polizia e l’esercito venerdi’ scorso “non hanno fatto uso di armi” nella repressione delle manifestazioni; e le vittime, secondo Pechino sono 13 (la precedente stima ufficiale si fermava a 10), tutti “civili innocenti” bruciati vivi o accoltellati dai rivoltosi. L’esercito di Pechino ha fatto sfilare per le strade della capitale tibetana quattro camion che mostravano i detenuti ammanettati. Dietro ognuno c’era un militare cinese che lo obbligava a tenere la testa bassa. Intanto a Lhasa – la capitale tibetana in cui regna una calma irreale e in cui stamane si sono visti timidi tentativi di ripresa della vita normale (scuole e uffici aperti) – prosegue la perquisizione porta a porta delle abitazioni: chiunque non sia in grado di mostrare i documenti di indentita’ e il permesso di residenza viene allonatato dalla regione autonoma. Sul fronte internazionale, qualcosa comincia a muoversi. Condoleezza Rice ha invitato il governo cinese ad “aprire il dialogo con il Dalai Lama”. Il ministero degli Esteri olandese ha convocato l’ambasciatore cinese, all’indomani dell’assalto all’ambasciata all’Aja. Intanto arriva il no dell’Unione europea al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino per protesta contro la repressione cinese in Tibet. Per la Commissione europea “un simile boicottaggio non sarebbe il modo appropriato per chiedere l’impegno al rispetto dei diritti umani, ovvero i diritti etnici e religiosi dei tibetani, lo si deve fare in altro modo”. Contraria anche la presidenza di turno slovena dell’Ue. Un boicottaggio “danneggerebbe gravemente” lo sport, ha avvertito il ministro per lo Sport sloveno, Milan Zver, aprendo a Brdo una riunione con i colleghi dei Ventisette. (AGI) – Roma, 17 mar. –

Io invece sono a favore del boicottaggio, secondo me la Cina non ha i requisiti per ospitare le Olimpiadi, blocca youTube, blocca i siti di informazione come quello della CNN.

L’Europa invece ha interessi cospicui in Cina, quanti industriali hanno fatto investimenti in Cina e non vogliono che le olimpiadi vengano boicottate.

Se le Olimpiadi sono la massima espressione di fratellanza e comunità tra i popoli queste devono essere disputate in paesi democratici. Sicuramente il boicottaggio non fermera’ la dittatura in Cina, come il boicottaggio di Carter non fermò l’invasione sovietica in Afganistan, ma è un segnale da dare al mondo: non si puo’ giocare nelle dittature.

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