aprile 2008


“Alemanno in campidoglio in taxi, rutelli e veltroni a casa in bici”.questo lo striscione esposto oggi dai tassisti romani, in festa per l’affermazione di Alemanno al ballottaggio.

Certo avranno i loro motivi per essere arrabbiati contro le liberalizzazioni di Bersani , cmq con il prezzo del petrolio che sale con chi se la prendono?
Adegueranno al rialzo le loro tariffe, come al solito.
Tanto chi arriva a Fiumicino x lavoro ha il tassi’ rimborsato dalla ditta e cosi’ chissenefrega, ma fino a quando?

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4 aprile 1945, Milano Via Hermada, nei pressi dell’ospedale Niguarda. Gina Galeotti sta andando all’ospedale a trovare dei partigiani feriti, ricoverati sotto falso nome. C’è aria di insurrezione a Milano, questione di giorni, di ore e la guerra finira’.


Oramai i partigiani affrontano i tedeschi a viso aperto, infatti proprio nei pressi dell’ospedale hanno istituito un posto di blocco. Arriva un camion carico di soldati tedeschi in fuga, adesso non vogliono piu’ effettuare perquisizioni, rastrellamenti ed esecuzioni: vogliono solo scappare.

Quando arrivano nei pressi del posto di blocco sparano a vanvera dal camion , nella speranza di far fuggire i partigiani del posto di blocco. Non si sa se riuscirono a scappare, si sa solo che un proiettile uccide la Gina. Era nata a Mantova il 14 aprile 1913, ed era incinta di 8 mesi.

Ecco cosa dice di lei l’ANPI :

“Lia, questo il “nome di battaglia” di Gina Galeotti Bianchi, è morta, dopo anni di lotta contro il fascismo, proprio nei giorni della Liberazione di Milano. Pur incinta di otto mesi, “Lia” si stava recando all’ospedale di Niguarda dove doveva incontrare alcuni partigiani feriti, lì ricoverati sotto false generalità. Fu falciata da una raffica di mitra, sparata da un camion carico di soldati tedeschi in fuga e incappati in un posto di blocco partigiano.
Gina Galeotti Bianchi aveva cominciato giovanissima, diciassette anni prima, la sua attività antifascista. Nel 1943 era stata arrestata e deferita al Tribunale Speciale per essere stata tra gli organizzatori a Milano degli scioperi del marzo contro la guerra. Incarcerata per quattro mesi, fu liberata con la caduta del fascismo il 25 luglio e all’8 settembre entrò subito nelle organizzazioni della Resistenza. Fece parte, in particolare, del Comitato provinciale di Milano dei “Gruppi di difesa della donna”, si impegno nel servizio informazioni e si dedicò all’assistenza delle famiglie degli antifascisti caduti.
Il 19 novembre 2005, nella zona di Niguarda, nei giardini tra via Val di Ledro e via Hermada, il Comune di Milano ha intitolato l’area a Gina Galeotti Bianchi.”

Meno tasse e piu’ soldi in busta paga, meno tasse e piu’soldi per le nostre strade, meno tasse e più soldi ai pensionati.

gallina padanaUna volta l’impoverimento del ceto medio-basso spingeva consensi verso sinistra, verso movimenti di unione collettiva dei lavoratori in contrapposizione ad una classe dirigente.
Adesso invece i nostri nemici non sono piu’ i dirigenti, gli uomini di potere, gli amministratori di grandi aziende che sono sempre meglio pagati, no.
Adesso i nostri nemici sono gli immigrati, sono i governi che ci aumentano le tasse, i politici che rimpolpano la burocrazia romana.
L’eterno manifesto elettorale della gallina dalle uova d’oro prontamente raccolte dalla matrona romana vale sempre.
Vale anche se la gallina ha partorito fior di ministri che fin dal 2001 hanno portato avanti una legislatura intera ma questo non importa all’elettorato.
A nessuno importa se i menifesti elettorali sono un insulto alla nostra intelligenza, a nessuno importa se nel PDL si possono raccontare colossali menzogne anche se poi vengono smascheati.
Negli altri paesi i politici che raccontano balle e che vengono smascherati perdono le elezioni, da noi le vincono ( vedi cordata italiana per Alialia che dopo l’elezioni e’ svanita nel nulla). Perche’ ?
Perche’ non importa a nessuno se un politico racconta balle per vincere, non importa a nessuno se chi governa e’ padrone del 50% dei mezzi radio-televisivi e può far ridurre l’immondizia a Napoli o l’immigrazione clandestina semplicemente oscurandola un po’ dai suoi telegiornali.
All’italiano medio interessa solo una cosa: piu’ soldi per difendere il suo tenore di vita dai duri colpi della moneta unica, piu’ soldi per andare ancora in vacanza, per mantenere più di un’automobile in famiglia , per andare al ristorante una volta la settimana, cambiare piu’ spesso l’auto ed il telefonino.

Leggo sul guardian un interessante articolo, con foto d’epoca.

Nel 1962 ossia 46 anni fa Fidel Castro e Che Guevara si sfidano sul tracciato dell’Havana Golf Club sul percorso a 18 buche di Varadero.
I 2 rivoluzionari presero sul serio la sfida alla fine vinse il Che, forte della sua esperienza di caddy nella sua gioventu’ argentina; il fatto che Fidel era un pessimo perdente non aiuto la causa del golf a Cuba.
Vi ricordo che a Cuba il golf era associato ai ricchi americani che gia’ dal 1920 soggiornavano sull’isola, tanto che nel 1959 quando arrivò “El triunfo” a Cuba c’erano 3 tracciati distinti: il Colinas de Villareal dove e’ stata scattata la foto sopra, l ‘ Havana Biltmore Golf Club” e l’ Havana Golf Club.
Il primo fu rasato dalle ruspe e ci costruirono delle baracche, il secondo ospita una scuola dell’arte e l’Havana Golf Club rimane assai rabberciato.
Ma adesso sembra che il pendolo della storia stia tornando indietro, Raul Castro sa che il turismo puo’ portare benessere a Cuba , si vuole invertire il calo di presenze (-4,3% nel 2006 ) che arrivano per lo piu’ dal Canada e dall’Inghilterra, presenze calanti per i prezzi alti e le poche strutture confortevoli. Ma da quest’anno c’e’ volontà di cambiare,il ministro del turimo Manuel Marrero sostiene che possono essere costruiti ben 10 tracciati.
Ci sono gia’ imprese dal Canada, dall’Inghilterra e dalla Francia che vorrebbero impiantare campi da golf con alberghi e piscine , il governo Cubano sarebbe anche disposto a stanziare anche 90mil di dollari per lo sviluppo del settore.
Ma a tutt’ora a Cuba non e’ possibile comprare o vendere delle proprietà private?

Se n’e’ andato sabato scorso il 5 aprile nella sua residenza di Beverly Hills all’età di 84 anni un attore simbolo dell’america degli anni ’50 e ’60.

all\'associazione armaioli USA

Chi non lo ricorda nei film epici come I dieci Comandamenti’ in cui interpreta’ Mosè? Oppure in Giuda-Ben Hur, El Cid ?

Interpretò una serie di personaggi storici
il presidente Andrew Jackson, il cardinale Richelieu, Giovanni Battista, Michelangelo, Henrico VIII, il generale Charles Gordon, and Buffalo Bill.

Se Hollywood dovesse avere il suo monte Rushmore la faccia di Chaltron ci dovrebbe essere di sicuro.

Apparteneva ad una generazione abbastanza vecchia per non apparire ridicola in questi film epici ma anche abbastanza giovane per distaccarsi dall’eroe ‘bene’ e retorico che avevano John Wayne, Errol Flynn , Tyron Power..


Una genarazione che aveva combattuto la II guerra mondiale e viveva con tristezza i mutamenti anche degenerativi della societa’ americana dal ’60 in poi.

Sono le 6 del pomeriggio , il dott. King si affaccia al balcone nel Lorraine motel, era arrivato ieri a Memphis.

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Nel pomeriggio aveva preparato il suo discorso per lo sciopero di oltre 1300 lavoratori , c’erano notevoli discriminazioni verso i ‘negri’ , ad esempio quando pioveva venivano sospesi i lavori e gli operai mandati a casa senza paga.

Le proteste sfociarono in sanguinosi scontri, l’arrivo di King avrebbe fermato tutti i tumulti ?

C’era una moltitudine di persone a Memphis, tutti volevano ascoltare il Rev. King , le sue parole avevano un effetto magico sulle persone, le sue doti di grande comunicatore lo resero popolarissimo anche se non ebbe mai l’assoluto controllo del “Movimento dei diritti civili”, perche’ c’era una fronte piu’ estremista ( Black panthers) che non era d’accordo sulle modalita’ pacifiste di King.

Così dalla camera 306 al secondo piano del Lorraine hotel, alle 18,01 Martin L. King uscì sul balcone per prendere una boccata d’aria ed ando’ incontro alla morte, aveva 39 anni.

Dopo 40 anni e’ giusto ricordare.

Dal 1991 il Lorraine motel e’ diventato un museo, il National civil Rights Museum

Era una vecchia bici da corsa degli anni ’70.

Una Rossignoli, una marca nota come costruttrice di bici da ‘panettiere’ , non blasonata come le Dei, Legnano, Bianchi…

Pero’ il negozio sito in Milano , corso Garibaldi 71 e’ sempre un punto di ritrovo per tanti appassionati.

La mia bici

L’ho sverniciata e riverniciata con un azzurro brillante, un colore chiaro che a me piace, il telaio in acciao non e’ sicuramente leggero come quelli moderni in carbonio, però è indistruttibile.

Ho sostituito il manubrio da corsa con uno a tubo, anzi con un tubo di alluminio leggerissimo.

Le leve ed i freni sono sempre i suoi, ho sostituito il blocco corone_catena_rocchetto_cambio togliendolo dalla mia bici da corsa che non uso piu’ e l’ho messo su questa qua ( Shimano ultegra a 8 velocita’ )

Ho messo i cinturini in cuoio , praticamente indistruttibili sui pedali, perche’ da ciclista mi piace pedalare con i piedi fermi sui pedali..

Ho scritto alla Rossignoli se mi mandavano le decalcomanie rosse e loro gentilmente me le hanno spedite gratuitamente.Sono stati grandi!

Ecco un’altra foto :
vista di fronte

E’ un mito, viaggia come una bici da corsa che e’un piacere.E’ una commuter, ci carico le borse e viaggio, la uso in citta’ e ci puoi percorrere notevoli distanze.

http://www.movimentofisso.it

http://www.ciclistica.it