maggio 2008


Aggiungo all’articolo di ieri un filmato trovato su you tube, ci sono alcune espressioni dialettalli e si sente che la partenza della tappa è adiacente una scuola elementare,  , c’era anche mio figlio che fa la IV elementare.
I se ferma minga questi….e’ rivolto alle auto del seguito che in coda non si fermano alle strisce pedonali..

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Il 91° Giro d’Italia e’ passato da casa mia. Una carovana errante che per 3 settimane attraversa l’italia, circa 600 automezzi per 800 persone, tra operai, giornalisti, organizzatori, poliziotti + i corridori.

C’e’ la pubblicita’ errante delle autovetture, i furgoni distribuiscono gadget, i bambini delle scuole vanno a vedere la partenza: a chi non piace il giro ?

Non c’e’ nessun altro sport che consuma la sua avventura on the road, come il ciclismo. Seguendo le verie fasi nell’arrivo, allestimento e partenza di tappa si puo’ proprio toccare con mano questo sport, che nonostante il doping è sempre uno dei miei sport preferiti.

Gli altri sport consumano le loro gesta in stadi, in piscine, in palestre, forse solo la maratona nell’atletica leggera si percorre sulla strada, ma e’ un lampo di 2 ore e poco piu’ : questi invece girano l’italia, dalla Sicila alle Alpi in 3 settimane.

Alla sera ho chiacchierato con varie persone del seguito, dai giornalisti, dagli operai, dai genitori che seguono i figli che corrono, come il sig. Charel che parcheggia e il camper sotto casa mia, mi spiega orgoglioso che arriva dalla Normandia, terra di grandi campioni, mi fa vedere la foto del figlio, un giovane di 22 anni al suo primo giro d’Italia: e’ qui per fare esperienza , buon scalatore ( e’ uno smilzo , nonostante sia alto 1,85 pesa 67 Kg) “Remember he’s number 81!!” .Mi dice in un inglese stentato . Gli faccio gli auguri , lo aspettero’ sabato su una cima!!.

E’ uno sport di fatica, solo chi ha provato per diletto a fare dei giri in bici puo’ immaginare gli sforzi, con le intemperie che ti arrivano addosso : il freddo in discesa, il caldo soffocante in salita con il sudore che ti cola dappertutto, la pioggia ed il vento che senti sulla faccia.

Lo vedi dai visi dei corridori, che nonostante questo piovoso maggio,  sono cotti dal sole,  che testimoniano la fatica ed allo stesso tempo l’orgoglio di essere un partecipante al Giro.

Solo i grandi campioni, quelli che madre natura ha dotato di eccezzionali doti di potenza, resistenza ed intelligenza tattica riescono a diventare famosi in questo sport.

Forse tutti i ciclisti sono drogati? Non lo so, puo’ essere anche questo, perche’ per vincere si ricorre a tutto, ma il doping non riesce a generare campioni questo posso dirlo di sicuro.

Ieri sera ho visto la finale di coppa campioni. Una finale tra 2 squadre inglesi,  il dominio dei club inglesi quest’anno e’ stato netto : nel campionato inglese ( la premier league ) girano molti soldi e questo alla lunga paga : nelle 4 squadre che si disputavano la semifinale ce n’erano ben 3 inglesi ed 1 spagnola.

Quello che voglio sottolineare oggi e’ il dramma dei rigori, quando bisogna decidere se vincere o perdere c’e’ un solo modo dopo 120 minuti di partita : i rigori.

John Terry, capitano dei blues ( il Chelsea ) si avvia a battere il rigore decisivo, ha in mano il match point, se realizza il Chelsea e’ campione d’europa, se sbaglia si va avanti a tirare rigori ad oltranza.

 

Nonostante abbia provato e riprovato in allenamento, il momento e’ decisivo , l’ultimo dei 5 rigoristi designati ( oltre al primo) deve essere bravo in questo tipo di prova e John Terry e’ bravo.

Rincorsa …arriva sulla palla per colpire di piatto destro: ha visto il portiere che si e’ gettato alla sua sinistra e come da copione il rigorista tira dall’altra parte, ma ecco che il destino beffardo fa leggermente scivolare il suo piede d’appoggio, il tiro e’ appena appena TROPPO a destra e la palla esce.

E’ stordito dall’errore, stordimento che si trasforma in lacrime quando dopo 2 o rigori sbaglia anche il suo collega Anelka : stavolta l’errore e’ fatale : il Manchester United e’ campione d’Europa.

Quanta differenza tra la felicita’ e la disperazione ? Solo pochi centimentri….

Alla sera guardando il concertone del 1° maggio ho risentito una musica piacevole: era il famoso cantante brasiliano George Ben che cantava la famosa Fio Maravilha.

Jorge Ben era un buon giocatore brasiliano, poteva diventare veramente forte, ma un infortunio lo costrinse ad abbandorare il calcio e ripiegare sulla sua seconda grande passione: la musica.
Fio Maravilha era un giocatore del Flamenco e Jorge Ben era un appassionato tifoso del Flamenco ( la squadra più famosa di Rio de Janeriro ).
Fio non era un grandissimo giocatore, ma il 21 agosto 1971 durante una partita del Flamengo contro l`Atletico Mineiro, fece uno straordinario gol al 33` del secondo tempo. Jorge rimase folgorato dall`impresa, così volle sublimare il magico momento dedicando una canzone all`evento, esaltando anche la sua razza nera, abile a fare meraviglie su un campo di calcio. La gioia durò poco. Quando era già passato un anno dall`uscita del brano, un ufficiale giudiziario si presentò a casa di Ben con una querela da parte di Maravilha, che lo citava in tribunale per aver utilizzato il suo nome senza consenso. A seguito di questa vicenda Jorge fu costretto a modificare il nome Fio della sua canzone in Filho, figlio. I due non si sono mai parlati né incontrati, ma Jorge seppe che l`ex giocatore si recò di nascosto a un suo concerto a San Francisco, nel 1996, dove tuttora vive ed è proprietario di un ristorante.