Ieri sera ho visto la finale di coppa campioni. Una finale tra 2 squadre inglesi,  il dominio dei club inglesi quest’anno e’ stato netto : nel campionato inglese ( la premier league ) girano molti soldi e questo alla lunga paga : nelle 4 squadre che si disputavano la semifinale ce n’erano ben 3 inglesi ed 1 spagnola.

Quello che voglio sottolineare oggi e’ il dramma dei rigori, quando bisogna decidere se vincere o perdere c’e’ un solo modo dopo 120 minuti di partita : i rigori.

John Terry, capitano dei blues ( il Chelsea ) si avvia a battere il rigore decisivo, ha in mano il match point, se realizza il Chelsea e’ campione d’europa, se sbaglia si va avanti a tirare rigori ad oltranza.

 

Nonostante abbia provato e riprovato in allenamento, il momento e’ decisivo , l’ultimo dei 5 rigoristi designati ( oltre al primo) deve essere bravo in questo tipo di prova e John Terry e’ bravo.

Rincorsa …arriva sulla palla per colpire di piatto destro: ha visto il portiere che si e’ gettato alla sua sinistra e come da copione il rigorista tira dall’altra parte, ma ecco che il destino beffardo fa leggermente scivolare il suo piede d’appoggio, il tiro e’ appena appena TROPPO a destra e la palla esce.

E’ stordito dall’errore, stordimento che si trasforma in lacrime quando dopo 2 o rigori sbaglia anche il suo collega Anelka : stavolta l’errore e’ fatale : il Manchester United e’ campione d’Europa.

Quanta differenza tra la felicita’ e la disperazione ? Solo pochi centimentri….

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