Il 91° Giro d’Italia e’ passato da casa mia. Una carovana errante che per 3 settimane attraversa l’italia, circa 600 automezzi per 800 persone, tra operai, giornalisti, organizzatori, poliziotti + i corridori.

C’e’ la pubblicita’ errante delle autovetture, i furgoni distribuiscono gadget, i bambini delle scuole vanno a vedere la partenza: a chi non piace il giro ?

Non c’e’ nessun altro sport che consuma la sua avventura on the road, come il ciclismo. Seguendo le verie fasi nell’arrivo, allestimento e partenza di tappa si puo’ proprio toccare con mano questo sport, che nonostante il doping è sempre uno dei miei sport preferiti.

Gli altri sport consumano le loro gesta in stadi, in piscine, in palestre, forse solo la maratona nell’atletica leggera si percorre sulla strada, ma e’ un lampo di 2 ore e poco piu’ : questi invece girano l’italia, dalla Sicila alle Alpi in 3 settimane.

Alla sera ho chiacchierato con varie persone del seguito, dai giornalisti, dagli operai, dai genitori che seguono i figli che corrono, come il sig. Charel che parcheggia e il camper sotto casa mia, mi spiega orgoglioso che arriva dalla Normandia, terra di grandi campioni, mi fa vedere la foto del figlio, un giovane di 22 anni al suo primo giro d’Italia: e’ qui per fare esperienza , buon scalatore ( e’ uno smilzo , nonostante sia alto 1,85 pesa 67 Kg) “Remember he’s number 81!!” .Mi dice in un inglese stentato . Gli faccio gli auguri , lo aspettero’ sabato su una cima!!.

E’ uno sport di fatica, solo chi ha provato per diletto a fare dei giri in bici puo’ immaginare gli sforzi, con le intemperie che ti arrivano addosso : il freddo in discesa, il caldo soffocante in salita con il sudore che ti cola dappertutto, la pioggia ed il vento che senti sulla faccia.

Lo vedi dai visi dei corridori, che nonostante questo piovoso maggio,  sono cotti dal sole,  che testimoniano la fatica ed allo stesso tempo l’orgoglio di essere un partecipante al Giro.

Solo i grandi campioni, quelli che madre natura ha dotato di eccezzionali doti di potenza, resistenza ed intelligenza tattica riescono a diventare famosi in questo sport.

Forse tutti i ciclisti sono drogati? Non lo so, puo’ essere anche questo, perche’ per vincere si ricorre a tutto, ma il doping non riesce a generare campioni questo posso dirlo di sicuro.

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