E’ del 1964, narra di Moses Herzog un professore universitario che vive una grande crisi interiore, scrive biglietti con lettere immaginarie a tutte le persone con cui vuole dialogare, sia persone conosciute che famosi personaggi storici. Sicuramente nel nostro tempo Mr Herzog avrebbe avuto un suo blog.

Bellow scrive benissimo il libro sa tanto di cose che anche noi maschi quarantenni proviamo ed abbiamo provato, scrive sopratutto molto di se stesso, quasi un’autobiografia.

Che altro dire? Un romanzo che lascia il segno.

Romanzo che contribui’ notevolmente sulla fama di Bellow che gli portò nel 1976 il nobel per la letteratura. Di lui ho letto anche “Il dono di Humbolt” ma voglio leggerne altri.

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