settembre 2008


Dopo che la settimana scorsa la Cai di Colaninno ha ritirato l’offerta per acquistare la parte buona di Alitalia arriva lo sconforto del governo.


Il nostro primo ministro tuona contro la CGIL che aveva mandato a monte l’accordo, “i vecchi comunisti sono la palla al piede del paese”. Personalmente considero anche lui “una palla al piede” per il nostro paese ma tant’è…Il nostro è un gran comunicatore, ma per governare ci vuole anche un interventismo , un’iniziativa che a Lui manca.
Preferivo il defunto Bettino , lui si arrivava ad esporsi personalmente con decisione, ricordate quando riuscì ad abolire la scala mobile? Oppure con il caso del sequesto di Abu Abbas a Sigonella?
Tornando al tormentone Alitalia: ai primi di giugno Tremonti mette 300 milioni per dare un po’ d’ossigeno al moribondo. Soldi nostri mica di Colaninno. Di questo il nostro premier si guarda bene dal ridirlo.
300 milioni trasformati poi in capitale, altro che prestito! E’ un’iniezione di liquidita’ per evitare il fallimento, per evitare di portare i libri contabili in tribunale.
Il resto, ovvero ben 2,2 miliardi di euro per sanare il marcio ( la bad company )  li metterebbe ancora lo stato, ed i profitti?
Per i profitti ci pensa la Cai. La Cai prende il buono di alitalia sborsando solamente 400 milioni!!( Ieri sera su ‘Anno zero dicevano 300 , boh).

La banca Leonardo quantifica il valore, peccato che tra i principali azionisti ci sia anche uno dei compratori.
Ricordiamo poi il conflitto di interessi Matteo Colaninno deputato PD e ministro per lo sviluppo economico del governo ‘ombra’ , Emma Marcegaglia presidente confindustria ed azionista della CAI.
La lavandaia dice :”Anche io voglio una fetta della newcompanny altro che storie!”
Infatti se andate su http://www.clandestinoweb.com/?option=com_content&task=view&id=12815
dicono in sostanza le stesse cose che dice la nostra lavandaia.
Dati i trascorsi di Colaninno con l’affare Telecom al quale l’allora capo del governo D’Alema spalancò la strada alla gigantesca OPA, pensava che i giochi fossero gia’ fatti.
Allora se un governo di destra-centro appoggia Colaninno che storicamente e’ amico degli ulivisti vuoi che non vada in porto l’affare?
Infatti andra’ in porto.
Cosi’ i dipendenti tirano la cinghia accettando il 7% di riduzione dello stipendio, che gia’ sono meno pagati rispetto ai colleghi transalpini e tedeschi, i politici vanno avanti e indietro in aereo gratis ( vedi areoporto di Albenga..) , gli amministratori responsabili hanno retribuzioni faraoniche e via che si riparte!!
Siamo alle solite debito pubblico e profitto privato.

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Premesso che mi sono volati, anche perche’ i primi 2 stavo proprio male oltre a tosse “produttiva” anche una nausea che mi ha fatto ribaltare lo stomaco tutta una sera.

Pian piano recupero, il fatto di rimanere in casa mi fa anche riflettere su tante cose, sul nostro modo di concepire la vita, sulle priorita’ che si fissano spesso dettate dall’interesse personale.

Ho guardato vecchi dvd di gialli, o meglio di noir ispirati a Milano film tratti dai romanzi di Giorgio ( Vladimir) Scerbanenko tipo: “Venere privata” ( con una giovanissima e sensuale Raffaella Carra’ ) , “La morte risale a ieri sera”.  Film del 1970.


Andate qua http://www.davinotti.com/index.php?f=891 per una recensione.

Certo che Scerbanenko e’ il padre del noir italiano, di lui ho letto “Milano calibro 9”.

E’ bravo Scerbanenko ma io non sono un giallista, quindi non riesco ad apprezzarlo, per cui preferisco guardarmi i film.

 

E le letture?

Come gia’ anticipato nel post precedente, ho anche finito di leggere “L’assenza dell’assenzio” di Andrea Pinketts,

 

un buon libro anche perche’ ambientato anche questo nella Milano degli anni ’90, anche se non lo metto sicuramente nella categoria degli imperdibili.
Ora ho iniziato “Il piatto piange” di Chiara..
Ho ripreso il lavoro anche se mi rimane una fastidiosa sinusite che a tratti mi da ancora mal di testa, chissa’ quando riprendero’ a nuotare decentemente? (Sic!)
Ciao a todos

E cosi’ da giovedi’ sera, parte da un pizzicore in gola, poi raffreddore testa pesantissima e tosse con una leggera bronchite.
Da un anno a questa parte mi capita ogni tanto e puntuale arriva anche ora, al cambio di stagione.
Forse ho i polmoni deboli, forse sono sempre occupato in varie attivita’ , lavoro , sport, gestione  area agricola.


Sono stato dai miei venerdì: ” Non puoi andare avanti cosi’!!Devi rinunciare a qualcosa , per forza che poi ti ammali cosi’ spesso, non vedi che sei uno straccio? Poi non hai piu’ vent’anni!”
Beh uno straccio, ho fatto i 400 a stile in 6′ e 10″ il mio record personale, giusto l’altro ieri pensavo..Ma e’ vero: non ho piu’ vent’anni anche se per me questa e’ un’età bellissima e vorrei si fermasse il tempo.
Ma a cosa posso rinunciare?
Al lavoro non posso rinunciare dovrei rinunciare al nuoto ( 3 allenamenti alla sett) , ai giri in montagna con gli amici e con mio figlio,  oppure all’area agricola: impossibile.
So gia’ che non rinuncero’ a nulla, poi magari mi sarei ammalato lo stesso.
Ma e’ vero il tempo mi scorre velocissimo, dalla mattina alla sera, arrivo a cenare sempre tardi senza mai un minuto di pausa.
Invece da malato, sono stato 2 giorni in casa, Sabato e Domenica in completo riposo, ma tosse e raffreddore persistono: oggi , lunedi’ devo essere per forza presente al lavoro quindi so gia’ che mi trascinero’ tutto per un po’ di giorni.
Nel sedentario week end ho guardato tv, bella la corsa di F1 a Monza,  e letto un po’ di piu’ , finito di leggere Siddarta di Hesse ed ho iniziato un nuovo romanzo di Andrea G. Pinketts: “L’assenza dell’assenzio” vedremo poi com’e’ anche se non mi sembra il mio genere..

Siamo assieme dal lontano 1991, anno in cui, non so perche’ ancora da studente a pochi mesi dall’esame di laurea decisi di iscrivermi all’Associazione Volontari Italiani di Sangue.

Per diventare donatore ci sono delle visite di controllo tra le quali c’era il prelievo di sangue. Al prelievo  c’era una graziosa infermiera ma inesperta, armeggiava con l’ago, al secondo tentativo si lascio’ scappare “non trovo la vena”: comincio’ a venirmi il mal di stomaco che prelude lo svenimento. Pallidissimo ci volle mezz’ora prima di riprendere con questo prelievo..Cominciamo male.

Sono passati 17 anni da allora.
Ieri sono stato ancora a donare il sangue, o meglio il plasma dopo che avevo gia’ detto di no a 2 chiamate, con quella di ieri sono arrivato a quota 31 donazioni.
31/17=1,82 donazioni all’anno di media, non tantissimo ma dobbiamo tener conto che c’è stato il periodo da ciclista in cui il valore dell’emoglobina era vicino ai minimi x essere donatore, in cui  donavo il plasma si e no una volta l’anno.
Per una persona che fa vita sedentaria la donazione non ha in pratica effetti collaterali, al contrario  per uno sportivo la donazione di sangue e’ come una sorta di doping all’incontrario, si vanno a togliere le parti corpuscolate, il cui processo di ripristino è molto più lungo rispetto alle parti liquide, per riavere lo stesso numero di globuli rossi occorrono circa 10-12 giorni, dovuti in gran parte al fatto che un ciclo emopoietico completo dura una settimana circa. Quindi le donazioni vanno fatte lontano dai periodi agonistici.
Per questo ho spesso scelto la donazione del plasma, ossia della parte ‘liquida’ del sangue il cui ripristino e’ molto piu’ veloce.
Che differenza fa tra donare il sangue ed il plasma? ( domanda x i non donatori…)
Donare il sangue e’ semplice si mette la siringa ed e si estraggono 450ml di sangue( per noi maschietti) in un lasso di tempo che va dai 15 ai 20 min.
Donare il plasma vuol dire che si mette la siringa ed il sangue entra per circa 90ml alla volta in una macchina che ne estrae il plasma per restituirne il sangue senza plasma nel nostro organismo e via cosi’ fino ad estrarre 600 ml di liquido giallognolo, simile alla pipi’, il plasma appunto.


Come ho gia’ scritto, il vantaggio della plasma aferesi ossia della donazione di plasma e’ che i globuli rossi non vengono donati, di contro la donazione di plasma e’ piu’ lunga perche’ si sta collegati 50 min circa.
Per maggiori e migliori informazioni : http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1336

Tornando all’altro ieri, il giorno della donazione devo dire che mi fa piacere tornare nell’ambulatorio, ci sono le stesse infermiere di anni fa, siamo invecchiati assieme. In particolare sono affezionato a Paola, ha una mano fatata ti mette il grosso ago da prelievo ( l’ago e’ grosso perche’ non deve rompere i globuli rossi )  e senti solo un leggero pizzicorino iniziale.
Paola ha qualche anno piu’ di me, alta e professionale ma con molta umanita’ negli atteggiamenti: l’infermiera ideale.
A novembre c’e’ la cena annuale dell’AVIS, in un immensa sala congressi arrivano tutti i donatori della provincia , si mangia e si beve gratis ovviamente per noi donatori,  ma a me non piace la ressa per cui sono anni che non ci vado.

Il mio gruppo e’ lo zero, e la seguente tabella spiega perche’ spesso mi contattano per le donazioni:

Donatore di gruppo può donare ad un soggetto con
gruppo
A A,AB
B B,AB
AB AB
0 A, B,AB ,0

Usa: il governo assume il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac
«Nazionalizzazione» delle due agenzie che finanziano la metà dei mutui del Paese
Qual’è il business di queste societa’?
Semplice: concedono denaro a prestito ( mutui) ed in parallelo emettono obbligazioni ( mortgage-backed-security ) con le rate di chi paga i mutui rimborsano gli obbligazionisti.
Il reganismo voleva mantenere a tutti i costi la “way of live” , grandi automezzi, enorme consumo di carburante ,ampie case di proprieta’, si spingeva all’acquisto di case di proprieta’ ed il livello di indebitamento dell’americano medio cresceva, di conseguenza cresceva anche il prezzo degli immobili fino a che il ciclo vizioso si interrompe.
4 milioni di famiglie che corrisponodono all’incirca al 9% dei mutuati sono in bancarotta oppure fanno fatica a pagare le rate del mutuo.
Parecchi cominciano a non piu’ pagare le rate dei mutui o a pagare le rate sempre piu’ in ritardo, l’immobile è garanzia ma con il valore dell’immobile non si puo’ fare il giochino di rimborsare i titoli obbligazionari emessi, tanto che per Fanni Mae e Freddie Mac le cose si mettono male.
Le azioni di questi enti sono da mesi in caduta libera, in un anno hanno perso 15 miliardi ed i loro titoli si sono deprezzati del 90%.

Ed ora e’ arrivata la notizia : con un intervento da 26 miliardi di dollari si vanno a rimettere in piedi questi colossi che hanno i piedi di argilla.
Ma come? Nell’economia a stelle e strisce si nazionalizza? Per di piu’ quando c’e’ un’amministrazione repubblicana.
Pensavo che il liberismo economico fosse sempre applicato, il mercato e’ giudice divino che sentenzia la prosperita’ o il fallimento di ogni impresa,  le leggi della domanda e dell’offerta son le uniche che formano i prezzi di ogni bene.
Ad essere corretti sono istituti ‘parastatali’ e non totalmente privati, nella sostanza pero’ non cambia nulla perche’ erano fatti per stare in piedi da soli, non con corposi interventi dello Stato.
La lavandaia e’ stupita, ma dopo lo sbigottimento iniziale ci si accorge che alla fine e’ tutto normale.
Con l’avvento della globalizzazione si creano degli immensi istituti che per la loro mole non possono piu’ fallire( il principio del too big to fail ). Il bello di queste cose e’ che quando questi moloch della finanza vanno bene allora si parla di mercato che tira, di progresso e via dicendo. Quando vanno male allora e’ necessario che intervenga lo stato scaricando le loro perdite sulla collettivita’.
Tutto il mondo e’ paese.

E’ di questi giorni la notizia che, dopo il commissariamento di Alitalia, si e’ costituita la Compagnia Aerea Italiana che fara’ risorgere dalle ceneri la precedente compagnia di bandiera nazionale.
Ecco com’e’ composta la Compagnia aerea:
Hanno per il momento aderito 16 soci:- Roberto Colaninno, attraverso IMMSI, che sarà il presidente della nuova società; Gruppo Benetton attraverso Atlantia; Gruppo Aponte; Gruppo Riva; Gruppo Fratini attraverso FINGEN; Gruppo Ligresti attraverso FONSAI; Equinox; Clessidra; Gruppo Toto; Gruppo Fossati attraverso FINDIM; Marcegaglia; Caltagirone Bellavista attraverso Acqua marcia; Gruppo Gavio attraverso ARGO; Davide Maccagnani attraverso MACCA; Tronchetti Provera;
Intesa Sanpaolo. Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico della nuova società.

Voglio spiegare, in parole semplici l’operazione di Colaninno di quasi 10 anni fa, quando riuscì a portare a termine l’acquisizione di Telecom, partendo da Olivetti un’operazione che era a prima vista impossibile e la successiva vendita, nel 2001 dove realizzò una plusvalenza miliardaria.
Nel 1999 Colaninno diventa padrone della Telecom, Olivetti , tramite la controllata Tecnost.

Per arrivare a questo arriva ad offrire 100.000 miliardi di Lire ( teniamo presente che Telecom era grande 5 volte Olivetti ) ecco come viene reperita l’ingente somma:
1) 15.000 miliardi vengono ottenuti vendendo Omnitel ed Infostrada alla tedesca Mannessmann
2) 5.000 miliardi da un aumento di capitale della stessa Olivetti
3) 40.000 miliardi vengono prestati dalla Chase Manhattan bank
4) 40.000 miliardi offrendo azioni Technost in pratica offre agli azionisti Telecom azioni della societa’ acquistante..

Come si può già notare l’ingente somma viene raggranellata tramite l’indebitamento di altre societa’, il patrimonio di Olivetti ( che va gia’ maluccio ) non è nemmeno lontanamente sufficiente per un’operazione del genere.
Comunque dopo un’altanelante trattativa l’acquisto va in porto e Tecnost ( controllata in pieno da
Olivetti ) diventa l’azionista di maggioranza di Telecom.
Finita l’operazione si toglie di mezzo Tecnost ed ecco com’e’ la catena di controllo sulla Telecom:


Perche’ Olivetti e’ gia’ da un anno controllata dalla Bell, una finanziaria con sede in Lussemburgo controllata da un gruppo di industriali del nord Italia di cui Roberto Colaninno è l’esponente di spicco.

Arriviamo al 2001, il gruppo Olivetti-Telecom è in gravi difficolta’ , per continuare a distribuire dividendi cede le controllate “Sirti” ed “Italtel” , senza peraltro cambiare l’andazzo, tanto che si decide di vendere. Chi controlla Olivetti controlla anche la Telecom, quindi si vende la fetta che Bell possiede di Olivetti.

Si fa avanti Tronchetti Provera. Quanto vale la fetta? Al prezzo di mercato le azioni Olivetti valgono 2,25 euro per azione quindi ci si aspetta che il prezzo sia ( N° azioni della fetta ) x 2,25.

Invece no! Perche’ l’economia di mercato vale per i piccoli risparmiatori, per i grandi ci sono gli accordi ( detti anche inciuci).
La migliore offerta di Colaninno e’ ben piu’ alta del prezzo di mercato: 4,175 euro per azione!!

E questo sarà il prezzo che verrà sborsato per l’acquisto.
Ma perche’ Tronchetti decide di acquistare a questo prezzo? Il motivo e’ semplice
1) se acquisti azioni sul mercato fai alzare i prezzi in modo incontrollato e rischi di arrivare ad avere meta’ fetta con il prezzo che e’ salito alle stelle, poi che fai?
2) il prezzo di 4,175 e’ quasi il doppio del valore di mercato ma poi hai il controllo della Telecom, facendo il paragone della serva, e’ come se io vada dal concessionario Bmw, acquisto il volante di un BmwX5 a 1500 euro mentre il volante ne vale la meta’, pero’ dopo il concessionario mi lascia andar via guidando il suv…
Quindi ci guadagnano entrambi sia Colaninno che incassa tramite la Bell una cospicua plusvalenza, tanto cospicua che la Bell dovrebbe pagare il 12,5% della plusvalenza ( l’Agenzia delle Entrate ha multato la Bell per 1957Miliardi di Euro , poi patteggiati a 156 milioni con accordo, ecco perche’ la Bell è Lussemburghese e non italiana! ), sia Tronchetti che controllando Olivetti controlla Telecom.
Siccome alla fine i conti devono tornare, se qualcuno guadagna ci sara’ qualcuno che ci perde perche’ stiamo parlando di compra-vendita non di attivita’ produttive: lascio a Voi indovinare chi ci ha perso.

Comunque viene creata una nuova società denominata Olimpia che ha tutte le azioni della fetta di Olivetti che ha quindi il controllo di maggioranza di Telecom.
Olimpia i cui possessi azionari sono cosi’ ripartiti:
– 58% da Pirelli &C ( societa’ a sua volta controllata da Tronchetti
– 16% da Edizioni Holding S.p.a ( finanziaria dei Benetton)
– 16% da Hopa ( finanziaria di industriali tra cui spicca il bresciano Gnutti)
– 5% da Banca Intesa
– 5% da Unicredito

Successivamente si arriva alla fusione per incorporazione di Olivetti in Telecom, tutte le azioni Olivetti vengono riversate in Telecom per cui la percentuale di azioni di Olimpia scende al 18%;  ed ecco la ormai famosa catena di controllo di Tronchetti sulla Telecom.

Per semplicita’ ho riportato la situazione al 2006 quando da Olimpia sono uscite Hopa e le banche per cui Pirelli &C ne ha l’80%.
Alla fine Tronchetti-Provera controlla Telecom con 1,9278% di possesso azionario.

Ritornero’ sull’argomento…

Per maggiori info: Roberto Colaninno : http://rcslibri.corriere.it/leggionline/primotempo-scheda.spm

CIao

Un’amico mi ha spedito un foglio di power point con foto di vari cartelli, scritti ‘alla buona’. Sono divertenti e mi è sembrato bello metterne qualcuno su un post del mio blog.
Spero che siano divertenti anche per Voi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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