E’ di questi giorni la notizia che, dopo il commissariamento di Alitalia, si e’ costituita la Compagnia Aerea Italiana che fara’ risorgere dalle ceneri la precedente compagnia di bandiera nazionale.
Ecco com’e’ composta la Compagnia aerea:
Hanno per il momento aderito 16 soci:- Roberto Colaninno, attraverso IMMSI, che sarà il presidente della nuova società; Gruppo Benetton attraverso Atlantia; Gruppo Aponte; Gruppo Riva; Gruppo Fratini attraverso FINGEN; Gruppo Ligresti attraverso FONSAI; Equinox; Clessidra; Gruppo Toto; Gruppo Fossati attraverso FINDIM; Marcegaglia; Caltagirone Bellavista attraverso Acqua marcia; Gruppo Gavio attraverso ARGO; Davide Maccagnani attraverso MACCA; Tronchetti Provera;
Intesa Sanpaolo. Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico della nuova società.

Voglio spiegare, in parole semplici l’operazione di Colaninno di quasi 10 anni fa, quando riuscì a portare a termine l’acquisizione di Telecom, partendo da Olivetti un’operazione che era a prima vista impossibile e la successiva vendita, nel 2001 dove realizzò una plusvalenza miliardaria.
Nel 1999 Colaninno diventa padrone della Telecom, Olivetti , tramite la controllata Tecnost.

Per arrivare a questo arriva ad offrire 100.000 miliardi di Lire ( teniamo presente che Telecom era grande 5 volte Olivetti ) ecco come viene reperita l’ingente somma:
1) 15.000 miliardi vengono ottenuti vendendo Omnitel ed Infostrada alla tedesca Mannessmann
2) 5.000 miliardi da un aumento di capitale della stessa Olivetti
3) 40.000 miliardi vengono prestati dalla Chase Manhattan bank
4) 40.000 miliardi offrendo azioni Technost in pratica offre agli azionisti Telecom azioni della societa’ acquistante..

Come si può già notare l’ingente somma viene raggranellata tramite l’indebitamento di altre societa’, il patrimonio di Olivetti ( che va gia’ maluccio ) non è nemmeno lontanamente sufficiente per un’operazione del genere.
Comunque dopo un’altanelante trattativa l’acquisto va in porto e Tecnost ( controllata in pieno da
Olivetti ) diventa l’azionista di maggioranza di Telecom.
Finita l’operazione si toglie di mezzo Tecnost ed ecco com’e’ la catena di controllo sulla Telecom:


Perche’ Olivetti e’ gia’ da un anno controllata dalla Bell, una finanziaria con sede in Lussemburgo controllata da un gruppo di industriali del nord Italia di cui Roberto Colaninno è l’esponente di spicco.

Arriviamo al 2001, il gruppo Olivetti-Telecom è in gravi difficolta’ , per continuare a distribuire dividendi cede le controllate “Sirti” ed “Italtel” , senza peraltro cambiare l’andazzo, tanto che si decide di vendere. Chi controlla Olivetti controlla anche la Telecom, quindi si vende la fetta che Bell possiede di Olivetti.

Si fa avanti Tronchetti Provera. Quanto vale la fetta? Al prezzo di mercato le azioni Olivetti valgono 2,25 euro per azione quindi ci si aspetta che il prezzo sia ( N° azioni della fetta ) x 2,25.

Invece no! Perche’ l’economia di mercato vale per i piccoli risparmiatori, per i grandi ci sono gli accordi ( detti anche inciuci).
La migliore offerta di Colaninno e’ ben piu’ alta del prezzo di mercato: 4,175 euro per azione!!

E questo sarà il prezzo che verrà sborsato per l’acquisto.
Ma perche’ Tronchetti decide di acquistare a questo prezzo? Il motivo e’ semplice
1) se acquisti azioni sul mercato fai alzare i prezzi in modo incontrollato e rischi di arrivare ad avere meta’ fetta con il prezzo che e’ salito alle stelle, poi che fai?
2) il prezzo di 4,175 e’ quasi il doppio del valore di mercato ma poi hai il controllo della Telecom, facendo il paragone della serva, e’ come se io vada dal concessionario Bmw, acquisto il volante di un BmwX5 a 1500 euro mentre il volante ne vale la meta’, pero’ dopo il concessionario mi lascia andar via guidando il suv…
Quindi ci guadagnano entrambi sia Colaninno che incassa tramite la Bell una cospicua plusvalenza, tanto cospicua che la Bell dovrebbe pagare il 12,5% della plusvalenza ( l’Agenzia delle Entrate ha multato la Bell per 1957Miliardi di Euro , poi patteggiati a 156 milioni con accordo, ecco perche’ la Bell è Lussemburghese e non italiana! ), sia Tronchetti che controllando Olivetti controlla Telecom.
Siccome alla fine i conti devono tornare, se qualcuno guadagna ci sara’ qualcuno che ci perde perche’ stiamo parlando di compra-vendita non di attivita’ produttive: lascio a Voi indovinare chi ci ha perso.

Comunque viene creata una nuova società denominata Olimpia che ha tutte le azioni della fetta di Olivetti che ha quindi il controllo di maggioranza di Telecom.
Olimpia i cui possessi azionari sono cosi’ ripartiti:
– 58% da Pirelli &C ( societa’ a sua volta controllata da Tronchetti
– 16% da Edizioni Holding S.p.a ( finanziaria dei Benetton)
– 16% da Hopa ( finanziaria di industriali tra cui spicca il bresciano Gnutti)
– 5% da Banca Intesa
– 5% da Unicredito

Successivamente si arriva alla fusione per incorporazione di Olivetti in Telecom, tutte le azioni Olivetti vengono riversate in Telecom per cui la percentuale di azioni di Olimpia scende al 18%;  ed ecco la ormai famosa catena di controllo di Tronchetti sulla Telecom.

Per semplicita’ ho riportato la situazione al 2006 quando da Olimpia sono uscite Hopa e le banche per cui Pirelli &C ne ha l’80%.
Alla fine Tronchetti-Provera controlla Telecom con 1,9278% di possesso azionario.

Ritornero’ sull’argomento…

Per maggiori info: Roberto Colaninno : http://rcslibri.corriere.it/leggionline/primotempo-scheda.spm

CIao

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