ottobre 2008


La terra restituisce i suoi frutti. E’ di domenica la foto, la raccolta delle ultime patate, pasta bianca Kennebec.

Quest’anno ho raccolto tra tutto 140/150 Kg di patate.

La patata cresce bene dalle nostre parti, con le piogge abbondanti non c’e’ nemmeno stato bisogno di irrigare, i nostri avi ne seminavano in quantita’, la patata non manca mai nelle ns tavole.

Aprile 2000- Fredomland entra in borsa!

Ecco una pubblicita’ di freedom land:

Con questo semplice decoder da collegare alla tua TV hai accesso a Freedomland e a tutto il mondo Internet. Per collegarlo occorrono pochi minuti, ed è semplicissimo: basta attaccare una presa scart alla TV, una alla corrente, ed una alla linea telefonica: accendi la TV sul canale 0, scrivi i tuoi dati personali… e sei…………………….. on line!         

Arriva anche Freedomland un’azienda che si quota in borsa. Prezzo di collocamento : 105 euro per azione. L’asta di collocamento va a ruba arrivano in tutte le banche collocatrici migliaia di domande di azioni tanto che porta nelle casse della societa’ Freedomland la somma di 670 miliardi di Lire ( 346.026.122 milioni di euro).

Ma dopo l’apertura ecco che il titolo scende in picchiata, perde il 20% nelle prime due sedute, dopo pochi mesi e’ a 12 euro.
La lavandaia si chiede: il prezzo lo fa il mercato ossia la domanda e l’offerta ma al momento della partenza ossia del collocamento in borsa il prezzo dovrebbe ragionevolmente corrispondere al valore della societa’!

E’ di pochi giorni la sentenza di condanna per la Consob, i collocatori di Banca Leonardo (all’epoca non gestita da Braggiotti) e i revisori di Deloitte Touche per la falsità del prospetto Freedomland, quotata nell’aprile del 2000.
Ovvero si condanna ( poi sicuramente la Consob andra’ in appello..) l’organo preposto al controllo della borsa perche’ di fatto non ha controllato!
La banca collocatrice “sponsor” del collocamento e la societa’ di revisione.
Ovviamente e’ ancora in atto il processo contro i ‘furbi’ ossia Virgilio DeGiovanni creatore di Freedomland e indagato l’ amministratore delegato di Freedomland, Giovanni Romagnoni (ex manager Fininvest, e già sotto inchiesta da parte del pool Mani Pulite per i falsi in bilancio dal gruppo di Berlusconi)

In pratica DeGiovanni gia’ titolare della rivista Milionarie vuole sfruttare il momento favorevole verso i titoli HI-TECH e cosa fa?
Crea la “Freedomland” una societa’ che produce una “set top box” ovvero una scatoletta che avrebbe dovuto permettere di portare internet sulle nostre TV.


La scatoletta non poteva però aver fortuna sulla vecchia linea telefonica, troppo lenta per favorire una vera esplosione di Internet di fatto i pochi che avevano sottoscritto l’abbonamento lo disdicevano subito. Oltrettutto la commercializzazione avveniva con famoso multilevel market, o per dirlo all’italiana : la catena di S.Antonio, gli acquirenti erano a loro volta venditori. Vista lo scarso successo della “set top box” tanti acquirenti facevano figurare vendite mandando le scatole gratis a gente che pero’ non aveva sottoscritto nulla. Insomma era una “sola” bella e buona!

Quello che colpisce Peter rei e la sua amica lavandaia pero’ e’ che per la prima volta si incriminano oltre ai truffatori ( ma si sa il mondo e’ dei furbi ) i CONTROLLORI ed i GARANTI
Oltre al fatto che per trovare notizie sulla condanna bisogna andare in fondo ai giornali, perche’ in primis si parla d’altro.

Perche’ e’ fisiologico che al mondo ci siano i furbi, o meglio i mariuoli, che approfittando dell’euforia generale falsificano i bilanci mettono come ricavi centinaia di abbonamenti che in realta’ non sono mai stati sottoscritti, ma la Consob ha fortissimi poteri di controllo sulla veridicita’ di quanto pubblicato, basta controllare!

Da una settimana circa vado anche io a prendere il latte direttamente dal produttore. C’e’ un’azienda agricola che ti da 1 litro di latte a 1 euro.

Il costo e’ decisamente conveniente, rispetto al latte fresco pastorizzato che qua costa 1,58 euro c’e’ una bella differenza.
Sul sito http://www.milkmaps.com/ c’e’ la mappa di tutti i distributori automatici, ovviamente dove abito io non c’e’ quello automatico! ( troppo comodo) .
C’e’ pero’ uno “spaccio” in un’azienda agricola dove ti danno il latte al prezzo di 1 euro al litro , oltre al latte trovi anche burro e formaggio di ottima qualita’ a prezzo normale di negozio

La definizione corretta è “latte crudo” ossia latte non pastorizzato, ad di la’ di quanto pubblicizzato dal sito sopramenzionato la pastorizzazione serve a eliminare eventuali germi patogeni che possono essere presenti quali i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.
In Inghilterra venne introdotta verso la fine dell’ottocento e dimezzo’ la mortalita’ di neonati ed adolescenti, in Italia fu introdotta con regio decreto nel 1929.

I produttori di latte crudo sono controllati dalle ASL , devono avere norme igeniche molto piu’ restrittive rispetto alle latterie che confezionano latte pastorizzato perche’ appunto senza questo processo di pastorizzazione è maggiore il pericolo di contaminazione batterica.

Noi consumatori dobbiamo ovviamente essere consapevoli di questo , il latte crudo si conserva 2-3 gg in frigo se comincia a cagliare, ovvero se si raggruma e rimane una parte piu’ liquida va buttato nel lavandino.
Il latte crudo, secondo me, non va dato ai bambini sotto i 3 anni ed alle gestanti.
Ultima cosa: il vantaggio ambientale, non si butta il giro il tetra-pack.


Il prezzo del greggio, al barile e’ sceso dai quasi 147 $ ai 70$.

Ieri sera dal benzinaio,( io vado da quello vicino a casa che ha i prezzi piu’ bassi) dava un prezzo di 1,350 euro al litro.
Penso che in questo periodo abbiano un ricarico altissimo ma questa e’ la legge di mercato: se la domanda e’ alta il prezzo non puo’ scendere…
Dall’anno scorso segno i consumi: in un anno 1021 euro di benzina. Vi sembra poco?

In questi giorni si fa un gran parlare di aziende bancarie in crisi, dopo la crisi iniziata gia’ dall’estate scorsa negli USA dei cosiddetti mutui subprime, ossia dei mutui concessi a clienti con un rischio di insolvenza.

Ma se andiamo a vedere la sostanza, ossia il valore reale dell’economia siamo sempre alle solite.
In finanza si acquista o si vende a dismisura con l’intento di speculare ed e’ cosi’ per tutti, perche’ l’essenza della finanza e’ la speculazione.
Se vediamo le bolle speculative ossia le fasi temporali in cui c’è una corsa al rialzo dei prezzi relativi a titoli di un certo settore vediamo fin dall’inizio che si tratta di una cosa poco seria, solo che i rialzi vanno bene a tutti e nessuno si lamenta.
Alla fine degli anni ’90 ci fu la bolla speculativa della new-economy: venne creato addirittura un mercato pronto ad accogliere questi titoli: il nuovo mercato. Per mesi e mesi ci fu una corsa agli acquisti di titoli tecnologici, titoli come tiscali, e-biscom( ora fastweb) collocati a prezzi stratosferici ed in seguito oggetto di rialzi da capogiro.
Ogni bolla e’ destinata a sgonfiarsi, con tutte le conseguenze che ne derivano, il nostro sistema ha bisogno della frenesia della finanza per avere successo, anche questa crisi finanziaria fa audience ed i media ne parlano in continuazione.
Persino la lavandaia si era accorta che i prezzi dei titoli azionari bancari erano altissimi. L’economia reale e’ da qualche anno in sofferenza, quante imprese delocalizzano e chiudono da noi ?
Con questi presupposti e’ chiaro che prima o poi i nodi vengono al pettine, finora il prezzo pagato e’ un’erosione del risparmio familiare, si compra di piu’ a rate per mantenere costante o addirittura migliorare il tenore di vita. Ma per quanto? Lo step successivo e’ quello attuale : si cominciano a ridurre le spese sui consumi voluttuari.

Sono pessimista perche’ siamo in un giro perverso, il cane della finanza si morde la coda e gira su se stesso perche’ non si puo’ fermare.
Mi spiego meglio:
Le banche sono in crisi ( nonostante gli utili si siano quasi decuplicati nell’ultimo decennio), se le banche sono in crisi allora l’economia tutta va in crisi, per rilanciare gli investimenti e le attivita’ si abbassano i tassi.
I tassi si abbassano e quindi il denaro costa poco allora aumentano i prestiti, si concede denaro per far ripartire un’economia che non ha le basi per ripartire : il denaro serve a poco quindi aumentano le insolvenze, aumenta l’inflazione , le banche centrali aumentano i tassi: il sistema bancario torna in in crisi da capo.

Si dovrebbe fermare tutto e ripartire dalle basi, perche’ e’ l’attivita’ produttiva che ha bisogno di finanziamenti e che chiede soldi, non il contrario.
Da 20 anni a questa parte succede proprio questo la finanza deve far riprendere l’economia, perchè bisogna sempre avere un mercato borsistico in crescita perche’ non si puo’ avere decrescita.

Domenica sera a “Che tempo che fa” di Fazio c’era incredibilmente lui:

Per Tronchetti Provera comprare Telecom e’ stato un errore personale perche’ ci sono state tante deviazioni lungo il percorso’. E, infine, ‘tutto questo lavoro e’ finito nel nulla’.

Vi ricordo che T.Provera e’ uno degli azionisti della CAI. 

Ma cosa ha fatto decidere a Mr. T.Provera di cedere la sua quota di Telecom ?

Ecco com’era la situazione :

Nel 2007 la situazione era piu’ o meno la stessa, nonostante qualche tentativo di scorporare la telefonia mobile da quella fissa , tentativo poi bocciato.

Allora il management di Pirelli decide di cedere la fetta di  Telecom in possesso alla holding Olimpia ad un prezzo di 2,82 euro per azione.

Anche qua come nel 1999 si cedono possessi a livello di holding, a prezzi ben superiori del prezzo di mercato ( quotava sui 1,3- 1,4 euro per azione ), l’economia di mercato viene sistematicamente bypassata dai finanzieri che , come un cancro , continuano a minare le basi del sistema capitalistico o meglio del cosiddetto “libero” mercato.

Viene la  holding Telco va a sostituire Olimpia:  Telco possiede gia’ il 5,6% di telecom, con la fetta di telecom posseduta da olimpia sale al 23,6% .

Pirelli incassa quindi 3,3 miliardi di euro ed esce dal business telefonico andando a risanare i suoi conti ed a distribuire un extra dividendo.

Ecco i soci di Telco :

Mediobanca & Generali mettono il 5,6% di azioni telecom gia’ in loro possesso

Telefonica mette 2.314 milioni di euro ( + altri 900 milioni da aumento di capitale pro quota)

Intesa-S.Paolo mettono 522 milioni, la Sintonia ( dei Benetton ) ne mette 412.

Alla fine ecco la composizione di Telco:

Tronchetti pago’ nel 1999 ben 4,18 euro per azione andando a cederle a 2,82, ha incassato pero’ cospicui dividendi , sicuramente non ha risanato l’azienda lasciandola con un bel debito sul groppone in eredita’ agli attuali amministratori.

I motivi che spingono un imprenditore ad acquisire o viceversa a cedere una quota di maggioranza non sono sicuramente spiegabili, secondo me sono ragioni politiche miste a ragioni economico/finanziarie. Nei misteri di Telecom c’e’ parecchio del sommerso del vero potere che c’e’in Italia, sarebbe da farci una puntata di Blu Notte..

Le privatizzazioni sono storie spesso oscure , aziende vendute ad amici o amici di amici, di intrallazzi compiuti a spese del libero mercato.

 

Ieri sera, dopo il lunedi’ nero le quotazioni di Telecom Italia sono di 0,94 euro per azione ordinaria e 0,6705 per le azioni di risparmio.

La storia di Telecom e’ emblematica per evidenziare la caduta del sistema capitalistico, storie simili capitano un po’ dappertutto in Europa e nel mondo intero, gia’ il 24 settembre scorso sul Guardian si scriveva:

“Beware the City’s robber-barons” , la convinzione che il libero mercato sia la soluzione migliore: il mercato da solo non sta in piedi e deve tornare ad essere governato dagli stati.

 

Ecco una mitica degli anni ’80.

La qualita’ del video e’ scarsa ma io privilegio l’audio. Ho visto anche qualcosa di buono , sempre su youTube del tour del 2007.

Buon Lunedi’ a todos

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