Mamarosa, con la vocina spenta che le era venuta (forse perchè aveva pianto per la prima volta dopo l’infanzia) disse:
“Nù mai fa del mal. U fà sto mestè… Se podevi fà, se potevi fà cosè? Sunt nasùda.. sunt cressùda in di casott… Ma nù mai fà del mal… ho jutà tanta gent. El Signur el me perdònna… l’à di lù, el Prevost… che l’è de Milan… còmpagn de mi.”
L’Agnese  approvava con la testa, la Bambina stringeva le labbra. Le ragazze piangevano: o, almeno, avrebbero dovuto piangere, a quell’epitaffio che Mamarosa si scolpiva lentamente, con la voce fioca, nell’aria pesante della stanza.
Dalla vicina Chiesa del Carmine, dopo che Mamarosa ebbe detto “còmpagn de mi”, quasi intendendo che da quella gran città veniva tutto, il male e il bene, senza colpa, cominciarono a suonare pochi tocchi di quella campanella che pare di ferro tanto è scarsa di eco. Era il Prevosto, che arrivato alla Prepositurale aveva spedito il sacrista al Carmine per dare un saluto a chi sapeva lui. Gliel’aveva chiesto Mamarosa.
“Famm sunà L’ingunìa, al Càrmen, che ghe tègni…”

Ecco come Chiara descrive gli ultimi momenti di Mamarosa l’anziana tenutaria del ‘casino’ del paese, quando si rivolge a Dio dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti dal prete del paese.
Anche oggi, nei nostri paesi e’ d’uso suonare le campane, suonano l’agonia per indicare a tutti che un loro paesano li ha lasciati.
Che bel libro questo “Il piatto piange”, se lo leggi ti sembra di essere nella Luino degli anni ’30. Quasi da mettere nella categoria imperdibili.
Parla di ragazzotti, di giovani del paese spensierati e senza problemi dediti al gioco ed alla ricerca di donne, ma il tutto e’ descritto in modo cosi’ naturale e scorrevole che il lettore ha proprio l’impressione di essere li’ e che loro, i giovani “vitelloni” conducano quella vita perche’ e’ il destino o meglio una sorta di imprinting che gli arriva dal paese che gli impone questo stile di vita, apparentemente dissoluto.
Poi, questa generazione verrà fagocitata dalla guerra.
Che tristezza mi ha fatto ieri sera vedere su una tv locale ( Telelombardia) degli esponenti dell’amministrazione locale commentare le recenti disposizioni contro la prostituzione da strada,
che pochezza quei commenti, e quanta ipocrisia in certi discorsi…
Dopo 5 min ho spento e ho ripreso a leggere e terminare il mio libro di Pietro Chiara.

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