Domenica sera a “Che tempo che fa” di Fazio c’era incredibilmente lui:

Per Tronchetti Provera comprare Telecom e’ stato un errore personale perche’ ci sono state tante deviazioni lungo il percorso’. E, infine, ‘tutto questo lavoro e’ finito nel nulla’.

Vi ricordo che T.Provera e’ uno degli azionisti della CAI. 

Ma cosa ha fatto decidere a Mr. T.Provera di cedere la sua quota di Telecom ?

Ecco com’era la situazione :

Nel 2007 la situazione era piu’ o meno la stessa, nonostante qualche tentativo di scorporare la telefonia mobile da quella fissa , tentativo poi bocciato.

Allora il management di Pirelli decide di cedere la fetta di  Telecom in possesso alla holding Olimpia ad un prezzo di 2,82 euro per azione.

Anche qua come nel 1999 si cedono possessi a livello di holding, a prezzi ben superiori del prezzo di mercato ( quotava sui 1,3- 1,4 euro per azione ), l’economia di mercato viene sistematicamente bypassata dai finanzieri che , come un cancro , continuano a minare le basi del sistema capitalistico o meglio del cosiddetto “libero” mercato.

Viene la  holding Telco va a sostituire Olimpia:  Telco possiede gia’ il 5,6% di telecom, con la fetta di telecom posseduta da olimpia sale al 23,6% .

Pirelli incassa quindi 3,3 miliardi di euro ed esce dal business telefonico andando a risanare i suoi conti ed a distribuire un extra dividendo.

Ecco i soci di Telco :

Mediobanca & Generali mettono il 5,6% di azioni telecom gia’ in loro possesso

Telefonica mette 2.314 milioni di euro ( + altri 900 milioni da aumento di capitale pro quota)

Intesa-S.Paolo mettono 522 milioni, la Sintonia ( dei Benetton ) ne mette 412.

Alla fine ecco la composizione di Telco:

Tronchetti pago’ nel 1999 ben 4,18 euro per azione andando a cederle a 2,82, ha incassato pero’ cospicui dividendi , sicuramente non ha risanato l’azienda lasciandola con un bel debito sul groppone in eredita’ agli attuali amministratori.

I motivi che spingono un imprenditore ad acquisire o viceversa a cedere una quota di maggioranza non sono sicuramente spiegabili, secondo me sono ragioni politiche miste a ragioni economico/finanziarie. Nei misteri di Telecom c’e’ parecchio del sommerso del vero potere che c’e’in Italia, sarebbe da farci una puntata di Blu Notte..

Le privatizzazioni sono storie spesso oscure , aziende vendute ad amici o amici di amici, di intrallazzi compiuti a spese del libero mercato.

 

Ieri sera, dopo il lunedi’ nero le quotazioni di Telecom Italia sono di 0,94 euro per azione ordinaria e 0,6705 per le azioni di risparmio.

La storia di Telecom e’ emblematica per evidenziare la caduta del sistema capitalistico, storie simili capitano un po’ dappertutto in Europa e nel mondo intero, gia’ il 24 settembre scorso sul Guardian si scriveva:

“Beware the City’s robber-barons” , la convinzione che il libero mercato sia la soluzione migliore: il mercato da solo non sta in piedi e deve tornare ad essere governato dagli stati.

 

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