In questi giorni si fa un gran parlare di aziende bancarie in crisi, dopo la crisi iniziata gia’ dall’estate scorsa negli USA dei cosiddetti mutui subprime, ossia dei mutui concessi a clienti con un rischio di insolvenza.

Ma se andiamo a vedere la sostanza, ossia il valore reale dell’economia siamo sempre alle solite.
In finanza si acquista o si vende a dismisura con l’intento di speculare ed e’ cosi’ per tutti, perche’ l’essenza della finanza e’ la speculazione.
Se vediamo le bolle speculative ossia le fasi temporali in cui c’è una corsa al rialzo dei prezzi relativi a titoli di un certo settore vediamo fin dall’inizio che si tratta di una cosa poco seria, solo che i rialzi vanno bene a tutti e nessuno si lamenta.
Alla fine degli anni ’90 ci fu la bolla speculativa della new-economy: venne creato addirittura un mercato pronto ad accogliere questi titoli: il nuovo mercato. Per mesi e mesi ci fu una corsa agli acquisti di titoli tecnologici, titoli come tiscali, e-biscom( ora fastweb) collocati a prezzi stratosferici ed in seguito oggetto di rialzi da capogiro.
Ogni bolla e’ destinata a sgonfiarsi, con tutte le conseguenze che ne derivano, il nostro sistema ha bisogno della frenesia della finanza per avere successo, anche questa crisi finanziaria fa audience ed i media ne parlano in continuazione.
Persino la lavandaia si era accorta che i prezzi dei titoli azionari bancari erano altissimi. L’economia reale e’ da qualche anno in sofferenza, quante imprese delocalizzano e chiudono da noi ?
Con questi presupposti e’ chiaro che prima o poi i nodi vengono al pettine, finora il prezzo pagato e’ un’erosione del risparmio familiare, si compra di piu’ a rate per mantenere costante o addirittura migliorare il tenore di vita. Ma per quanto? Lo step successivo e’ quello attuale : si cominciano a ridurre le spese sui consumi voluttuari.

Sono pessimista perche’ siamo in un giro perverso, il cane della finanza si morde la coda e gira su se stesso perche’ non si puo’ fermare.
Mi spiego meglio:
Le banche sono in crisi ( nonostante gli utili si siano quasi decuplicati nell’ultimo decennio), se le banche sono in crisi allora l’economia tutta va in crisi, per rilanciare gli investimenti e le attivita’ si abbassano i tassi.
I tassi si abbassano e quindi il denaro costa poco allora aumentano i prestiti, si concede denaro per far ripartire un’economia che non ha le basi per ripartire : il denaro serve a poco quindi aumentano le insolvenze, aumenta l’inflazione , le banche centrali aumentano i tassi: il sistema bancario torna in in crisi da capo.

Si dovrebbe fermare tutto e ripartire dalle basi, perche’ e’ l’attivita’ produttiva che ha bisogno di finanziamenti e che chiede soldi, non il contrario.
Da 20 anni a questa parte succede proprio questo la finanza deve far riprendere l’economia, perchè bisogna sempre avere un mercato borsistico in crescita perche’ non si puo’ avere decrescita.

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