Aprile 2000- Fredomland entra in borsa!

Ecco una pubblicita’ di freedom land:

Con questo semplice decoder da collegare alla tua TV hai accesso a Freedomland e a tutto il mondo Internet. Per collegarlo occorrono pochi minuti, ed è semplicissimo: basta attaccare una presa scart alla TV, una alla corrente, ed una alla linea telefonica: accendi la TV sul canale 0, scrivi i tuoi dati personali… e sei…………………….. on line!         

Arriva anche Freedomland un’azienda che si quota in borsa. Prezzo di collocamento : 105 euro per azione. L’asta di collocamento va a ruba arrivano in tutte le banche collocatrici migliaia di domande di azioni tanto che porta nelle casse della societa’ Freedomland la somma di 670 miliardi di Lire ( 346.026.122 milioni di euro).

Ma dopo l’apertura ecco che il titolo scende in picchiata, perde il 20% nelle prime due sedute, dopo pochi mesi e’ a 12 euro.
La lavandaia si chiede: il prezzo lo fa il mercato ossia la domanda e l’offerta ma al momento della partenza ossia del collocamento in borsa il prezzo dovrebbe ragionevolmente corrispondere al valore della societa’!

E’ di pochi giorni la sentenza di condanna per la Consob, i collocatori di Banca Leonardo (all’epoca non gestita da Braggiotti) e i revisori di Deloitte Touche per la falsità del prospetto Freedomland, quotata nell’aprile del 2000.
Ovvero si condanna ( poi sicuramente la Consob andra’ in appello..) l’organo preposto al controllo della borsa perche’ di fatto non ha controllato!
La banca collocatrice “sponsor” del collocamento e la societa’ di revisione.
Ovviamente e’ ancora in atto il processo contro i ‘furbi’ ossia Virgilio DeGiovanni creatore di Freedomland e indagato l’ amministratore delegato di Freedomland, Giovanni Romagnoni (ex manager Fininvest, e già sotto inchiesta da parte del pool Mani Pulite per i falsi in bilancio dal gruppo di Berlusconi)

In pratica DeGiovanni gia’ titolare della rivista Milionarie vuole sfruttare il momento favorevole verso i titoli HI-TECH e cosa fa?
Crea la “Freedomland” una societa’ che produce una “set top box” ovvero una scatoletta che avrebbe dovuto permettere di portare internet sulle nostre TV.


La scatoletta non poteva però aver fortuna sulla vecchia linea telefonica, troppo lenta per favorire una vera esplosione di Internet di fatto i pochi che avevano sottoscritto l’abbonamento lo disdicevano subito. Oltrettutto la commercializzazione avveniva con famoso multilevel market, o per dirlo all’italiana : la catena di S.Antonio, gli acquirenti erano a loro volta venditori. Vista lo scarso successo della “set top box” tanti acquirenti facevano figurare vendite mandando le scatole gratis a gente che pero’ non aveva sottoscritto nulla. Insomma era una “sola” bella e buona!

Quello che colpisce Peter rei e la sua amica lavandaia pero’ e’ che per la prima volta si incriminano oltre ai truffatori ( ma si sa il mondo e’ dei furbi ) i CONTROLLORI ed i GARANTI
Oltre al fatto che per trovare notizie sulla condanna bisogna andare in fondo ai giornali, perche’ in primis si parla d’altro.

Perche’ e’ fisiologico che al mondo ci siano i furbi, o meglio i mariuoli, che approfittando dell’euforia generale falsificano i bilanci mettono come ricavi centinaia di abbonamenti che in realta’ non sono mai stati sottoscritti, ma la Consob ha fortissimi poteri di controllo sulla veridicita’ di quanto pubblicato, basta controllare!

Annunci