gennaio 2009


rebecca-adlington-beijing-001Con queste parole Rebecca Adlington descrive la sua vita di nuotatrice.
Quest’estate avevo scritto sulla medaglia d’oro all’olimpiade di Pechino, della nostra Pellegrini nei 200 mt e di come la nostra nuotatrice aveva “buttato” la medaglia sui 400mt, avevo scritto buttato perche’ la Pellegrni aveva fatto il record il giorno prima nelle batterie.
I 400 furono vinti da Rebecca Adlington che bissò il successo negli 800mt abbassando il record che durava da 19 anni della ‘mitica’ J.Evans.
Dal sito www.guardian.co.uk, la vita di un’olimpionica di nuoto.
Rebecca Adlington è nata nel 1989 nel Nottinghamshire, non ha certo una corporatura ‘minuta’ essendo alta 179cm.
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Al secondo anno di scuola secondaria si alzava alle 5 di mattina per andare, in macchina con
sua mamma al centro di nuoto per allenarsi, dopo andava a scuola ed i compiti in macchina, mentre rientravano a casa.
I suoi allenatori avevano presto intuito delle potenzialità nel suo fisico di nuotatrice, delle doti sopra la media. Ma tutto e’ vano se non si ha la mentalità giusta, nel gestire l’allenamento e lo stress
delle gare.
All’eta’ di 12 anni Rebecca e’ una vera promessa, si iscrive ad un club piu’ grande, a Lincoln distante circa 1 ora da casa,furono anni di sacrifici anche per sua mamma che gli fa da taxista ed e’ sempre disponibile a portarla di giro, ricorda ancora le colazioni che si portava nei “Tupperware box”, ricorda le lezioni perse per il tempo che passava in viaggio. Era sempre piu’ impegnata rispetto alle compagne ma tutto questo non gli pesava semplicemente perchè le piaceva nuotare.

A 13 anni, nel 2003 va a Parigi come rappresentante della Gran Bretagna per le finali europee dei giochi della gioventù: torna a casa con 2 medaglie d’argento.
Nel 2005, dove trascura una febbriciattola da influenza, continua ad allenarsi finche’ il virus la costringe ad un lungo periodo di riposo, in pratica si e’ rovinata la stagione.
Nell’estate del 2008 conquista la medaglia d’oro nei 400 e negli 800 metri stile libero. Era dal 1908 che una nuotatrice inglese non portava a termine una simile impresa!!
Anche adesso e’ la stessa storia: sveglia alle 5, allenamento in vasca dalle 6 alle 8 di mattina.
Altro allenamento nel pomeriggio, in pratica lascia il centro di Nottingham nel tardo pomeriggio , poi viaggio di rientro a casa, alle 19:20, cena e poi un po’ di Tv prima di crollare dalla stanchezza.
“Tanti mi dicono che con il nuoto posso viaggiare parecchio e conoscere tanti posti, in realtà vedo solo alberghi e piscine” dice Rebecca.

“La vita di un atleta olimpionico”, continua, “ è completamente programmata, devi controllare quello che mangi, quanto dormi, devi stare attenta anche alle piccole cose che una persona comune non considera nemmeno. Dopo aver vinto la medaglia a Pechino non capivo piu’ nulla, la gara era al mattino ma alle 15 non avevo ancora lasciato la piscina, c’erano i miei genitori, arrivati apposta per la gara ma li vidi solo un ora mentre stavo correndo per la conferenza stampa. Ero assolutamente vuota di energie e l’unica cosa che riuscii a buttar giù fu un panino al Mc Donald. Oh quanto l’ho gustato!!”
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    Ecco la sua settimana ‘tipo’

  • Lunedì
    7.30-10 Prima nuotata della settimana. Nuoto libero da 3,000 a 7,000m ( dipende dai periodi e dalla vicinanza delle competizioni ) nella piscina Olimpionica dell’Universtà di Nottingham University. Poi colazione e riposo.
    15-17 Torna in piscina: 30 minuti di nuoto di riscaldamento seguiti da 3000 m a buon ritmo. Defaticamento metà con pull–buoy metà tavoletta.
    17:30 :19 Esercizi fuori dall’acqua di potenziamento.
  • Martedi’
    6-8 Allenamento ad alta intensità per circa 3000m.( prove ripetute )
    15-17 Allenamento di resistenza , circa 8 Km a ritmo costante..
  • Mercoledi’
    Mattina: riposo.
    15-17: Nuoto a buon ritmo per 3 Km, preceduti e seguiti da riscalamento e defaticamento di mezzo’ora.
    17.30-19pm: Un po’ di pesi nella palestra adiacente la piscina.
  • Giovedì
    6-8 am: Ancora 3Km preceduti e seguiti da riscaldamento e defaticamento ( tipo quello del giorno prima )
    15-17: Allenamento di resistenza , circa 8 Km a ritmo costante
  • Venerdì
    6-8am: Ancora 3km a ritmo libero
    15:17 Allenamento di resistenza , circa 8 Km a ritmo costante
  • Sabato
    7-9 Solito allenamento di 3Km usando pull.buoy e tavolette
    Pomeriggio : riposo
  • Domenica:
    Riposo
    Dormo fino alle 10 e poi solo relax!!

PS: aggiungo io , questi schemi di allenamento sono un po’ vaghi, nel senso che non si sa bene che cosa fa nell’allenamento di 3km, ma ovviamente queste cose se le tengono per loro…
Il pull-buoy è il galleggiante che si tiene tra le gambe, serve per far galleggiare le gambe e concentrare il nuoto sulle braccia, al contrario la “tavoletta” tiene alta la parte anteriore, ossia le braccia e l’avanzamento avviene solo con le braccia.

a-palestinian-tries-to-ex-001Ieri l’altro Israele ha deciso il cessate il fuoco e ieri mattina è iniziato il ritiro da Gaza.
Hamas ha fatto altrettanto.
L’offensiva di Israele e’ cominciata il 27 dicembre scorso ed e’ finita il 18 gennaio. Tregua decisa prima da Olmert perche’ vuole essere fuori da Gaza prima dell’insediamento del presidente USA, dopo un po’ anche Hamas ha deciso altrettanto.
In 22 giorni di offensiva questo e’ il bilancio ufficiale:
Ci sono stati circa 1300 morti tra i palestinesi e 13 israeliani.

I Militanti di Hamas cantano vittoria “Se ne vanno!” , incuranti del pesante bilancio, si vede che per loro le perdite di vite umane non contano, per questo la pace non sara’ duratura.
Tuttavia a Gaza c’e’ gente che e’ non e’ con il movimento Hamas.
Shawqi Sultan, 44 anni, impiegato nel municipio di Gaza, risiede nella parte nord della città:
ha poca fiducia sia di Hamas che di Israele: ”
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“Il cessate il fuoco non ci da nulla. Se un razzo uccide un israeliano allora loro 100 di noi e ci distruggono tutto.
Israele distrugge la citta’, ammazza la nostra gente e non abbiamo ottenuto nessun risultato, nemmeno dal punto di vista politico”

E la signora Zakia Dabor, 50 anni con la casa sventrata dalle bombe di Israele:
“Da questa guerra non abbiamo ottenuto nulla, quelli possono ritornare da un momento all’altro!
Intanto le figlie puliscono i pavimenti di 2 stanze, dove hanno fatto i loro bisogni corporali i soldati israeliani.
Tutta questa distruzione non è servita a nulla: ci hanno colpito dal cielo, da terra e dal mare ma Hamas sopravvive e rimane in piedi

Cosi come Wael Samouni, 39, ha ritrovato il corpo della figlia 17-enne tra le macerie della casa del fratello.
Tutto questa è la conseguenza dei razzi, è conseguenza di Hamas. Questo è quelloche ci promise qualora fosse stato eletto: solo distruzione”.

Nell’altro mio post, parlando degli attacchi israeliani a Gaza ho menzionato i razzi cassam.
In realta si chiamano Qassam. Cosa sono questi razzi Qassam ?

La storia di queste armi comincia nella II guerra mondiale, i russi creano i razzi katiuscha, li mettono sui camion e con delle apposite rampe sono subito pronti per il lancio.
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L’efficacia di queste armi non fu pari alla loro fama, ovvero non e’ che vedersi piovere addosso questi razzi un causi nessun danno, quello che si intende e’ che colpiscono a casaccio con scarsa precisione. Ben maggiore fu l’effetto propagandistico, vedere una schiera di camion dell’armata rossa che lanciano assieme un gruppo di razzi e’ impressionante e da un’immagine notevole di potenza o di paura se li si vede dall’altra parte.
Prova ne è che in tutti i documentari dell’armata rossa e’ quasi sempre presente un lancio di katiuscia, chi non ne ha mai visto un’immagine, in bianco e nero sui documentari che parlano della campagna di russia?
I razzi Qassam sono prodotti con mezzi molto piu’ rudimentali, costruire un razzo Quassam e’ relativamente semplice, un tubo di acciaio con dentro un propellente, tipo razzi usati per
i fuochi artificiali con un po’ di esplosivo nella testata.
qassam-launch Vennero usati per le prime volte nel 2002, man mano si e’ passato dal Qassam 1 , un razzo dal diametro di 60mm con circa mezzo chilo di esplosivo ed una gittata massima di 3 Km e mezzo , al Qassam2 che porta 5kg di esplosivo con una gittata di 8km, al Qassam 3
che , con un diametro di 170 mm porta 10kg di esplosivo ad una giattata massima di 10kg.
Sono armi con un basso indice di efficienza, di scarsa precisione, tuttavia hanno ucciso e seminato terrore, infatti nelle città israeliane vicine alla striscia di Gaza piovono missili quotidianamente, dal sito http://www.cnsnews.com leggo che nel 2008 son stati lanciati 3100 razzi. Ecco un grafico che ho trovato su wikipedia, numero razzi lanciati :
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Recentemente si e’ scoperto che sono entrate nella striscia di Gaza, probabilmente attraverso il confine egiziano dei razzi katyusha, anche se sono vecchi modelli sono ben piu’ distruttivi dei quassam, armi usate finora solo da hezbollah dal Libano.
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Questi razzi hanno un calibro di 122mm ed un raggio massimo di circa 38Km.
Nelle citta’ di Sderot e Ascalona dove piovono questi razzi è installato un sistema radar “Red Dawn” che fa suonare delle sirene con 20 secondi di anticipo.
Da questo si evince che il sistema piu’ efficace e’ la prevenzione ovvero l’attacco diretto nelle zone da dove si pensa possano partire o venir fabbricati i razzi, nel 2004 fu ucciso Adnan-al-Gauol ( http://en.wikipedia.org/wiki/Adnan_al-Ghoul ) il padre dei razzi qassam, ucciso in un attacco aereo mentre guidava la sua auto a Gaza, il 22 ottobbre del 2004, ma e’ una guerra infinita, quanti ingegneri bombaroli ci sono nella zona ?
israel-rocket-ranges I Fajr-3 sono la versione un po’ piu’ evoluta delle katyusha.

Il litorale nei pressi di Gaza city

Il litorale nei pressi di Gaza city

La foto sopra e’ copiata da google earth, dalla geografia si capisce parecchio della situazione a Gaza.

E’ un’anomalia, lo stato Palestinese spezzato in 2. immagine7

Dal punto di vista geografico la parte principale è quella lungo il Giordano, la Cisgiordania appunto, o WestBank all’anglosassone. Come estensione la Cisgiordania e’ molto piu’ grande rispetto alla striscia di Gaza, come si puo’ vedere dall’immagine, essendo di 6080Kmquadrati l’estensione della prima rispetto ai soli 360 della seconda. Se guardiamo invece alla popolazione si capisce di come la Striscia sia densamente popolata:

circa 1.500.000 abitanti, di cui oltre il 99% palestinesi contro i 2.000.000 e passa della Cisgiordania.

L’area dell’odierna Striscia di Gaza coincide approssimativamente con la Filistia biblica abitata dai Filistei. Questi erano una popolazione del Medio Oriente antico insediatisi lungo la costa mediterranea approssimativamente intorno al 1175. I discendenti dei palestinesi?

Fino al 1967 la striscia fa parte dell’Egitto, ma dopo la guerra dei 6 giorni viene a far parte di Israele. Questo fino al 1993, anno in cui viene decisa la cessione alla palestina o meglio all’ANP di Yasser Arafat.

Perchè fatah, ovvero il partito di Yasser Arafat avrebbe dovuto redimere gli estremismi dei musulmani, compito improbo perche’ Israele non era certo collaborativo con Gaza, la miseria e’ terreno fertile per Hamas tanto che , nel 2006 con i voti di Gaza questo sconfisse fatah e si candido’ a governare l’intero stato palestinese.

Dato l’isolamento del territorio di Gaza dal resto dello stato palestinese, uno sviluppo economico di Gaza sarebbe stato possibile , solo con la collaborazione di Israele, cosa irrealizzabile.

Sta di fatto che Gaza è un focolaio di terroristi, sostenitori di Hamas e di estremisti islamici che vi entrano dall’Egitto, una polveriera, dalla quale partono razzi che vanno a colpire i confinanti paesi israeliani.

Storicamente israele usa il pugno di ferro, e’ dal 1948 che lo fa, lo fecero contro gli inglesi e contro gli arabi, oltretutto il governo Olmert pensò che isolando Gaza e riducendo alla fame gli abitanti questi si sarebbero stufati di Hamas ed avrebbero sostenuto Fatah: è avvenuto il contrario.

Se guardiamo alle cifre c’e’ un’enorme sproporzione tra le vittime causate dai razzi Cassam e le vittime dei bombardamenti israeliani. Ma non e’ che c’e’ qualcuno a Gaza che ha interesse nel mantenere alto l’odio verso israele e periodicamente vuole una reazione israeliana con tanti morti ?

A chi non conviene la convivenza pacifica? 

A queste domande non trovo risposta, nonostante si trovino montagne di articoli e documentazioni sulla guerra israelo-palestinese.

Ecco un tramonto a Gaza , oltre al sole  tramontano le speranze di convivenza tra i popoli

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