a-palestinian-tries-to-ex-001Ieri l’altro Israele ha deciso il cessate il fuoco e ieri mattina è iniziato il ritiro da Gaza.
Hamas ha fatto altrettanto.
L’offensiva di Israele e’ cominciata il 27 dicembre scorso ed e’ finita il 18 gennaio. Tregua decisa prima da Olmert perche’ vuole essere fuori da Gaza prima dell’insediamento del presidente USA, dopo un po’ anche Hamas ha deciso altrettanto.
In 22 giorni di offensiva questo e’ il bilancio ufficiale:
Ci sono stati circa 1300 morti tra i palestinesi e 13 israeliani.

I Militanti di Hamas cantano vittoria “Se ne vanno!” , incuranti del pesante bilancio, si vede che per loro le perdite di vite umane non contano, per questo la pace non sara’ duratura.
Tuttavia a Gaza c’e’ gente che e’ non e’ con il movimento Hamas.
Shawqi Sultan, 44 anni, impiegato nel municipio di Gaza, risiede nella parte nord della città:
ha poca fiducia sia di Hamas che di Israele: ”
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“Il cessate il fuoco non ci da nulla. Se un razzo uccide un israeliano allora loro 100 di noi e ci distruggono tutto.
Israele distrugge la citta’, ammazza la nostra gente e non abbiamo ottenuto nessun risultato, nemmeno dal punto di vista politico”

E la signora Zakia Dabor, 50 anni con la casa sventrata dalle bombe di Israele:
“Da questa guerra non abbiamo ottenuto nulla, quelli possono ritornare da un momento all’altro!
Intanto le figlie puliscono i pavimenti di 2 stanze, dove hanno fatto i loro bisogni corporali i soldati israeliani.
Tutta questa distruzione non è servita a nulla: ci hanno colpito dal cielo, da terra e dal mare ma Hamas sopravvive e rimane in piedi

Cosi come Wael Samouni, 39, ha ritrovato il corpo della figlia 17-enne tra le macerie della casa del fratello.
Tutto questa è la conseguenza dei razzi, è conseguenza di Hamas. Questo è quelloche ci promise qualora fosse stato eletto: solo distruzione”.

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