aprile 2009


L’Adamello e’ un gruppo di montagne in provincia di Brescia, in Val Camonica, ai piedi di queste montagne c’e’ un paesino che si chiama Edolo.
Il 27 luglio 1978 in piena estate, un gruppo di ragazzi di Edolo fonda “Radio Adamello”. Allora con poco si poteva mettere in piedi una radio,bastavano un trasmettitore, un microfono e dei dischi, uno faceva di tutto, dal DJ, al tecnico , al commerciale.
Nel giro di qualche anno diventa una delle radio piu’ ascoltata delle provincie di Sondrio , alto Bresciano e zona del Lago di Como.
Dagli anni ’90 in poi la radio ebbe una sua struttura come fosse un’azienda, suddivisa in vari settori, commerciale, amministrativo.

Cos’era Radio Adamello per noi, ragazzi degli anni ’80 che oggi che siamo tra i 35 -50 anni ?

Radio Adamello era “la” radio. Ci passavano sopra sentimenti, emozioni ed il nostro pensiero girava libero.

Beh certo era il periodo delle scuole superiori, dei primi innamoramenti, del motorino e la radio ci accompagnava a casa, nei pomeriggi, quando cercavo invano di studiare e sentire la radio allo stesso tempo.
Per la storia gli anni ’80 erano quelli del disimpegno, quando i nostri giovani professori delle superiori ci rinfacciavano la nostra “easy life”, ovvero la vita senza impegni, senza contestazioni, mentre noi ci accontentavamo di tutto. In valle tutto questo era stemperato, però un po’ si sentiva lo stesso.

Come non ricordare “il cremonese” , Mario Cervi, l’anima di questa radio fino al 2001.
A Edolo per il servizio militare fu uno dei fondatori di questa emittente. A volte noi maschi ne eravamo invidiosi, perche’ parecchie nostre amiche erano attratte dal baffo che conquista..Ma in compenso avevamo le nostre soddisfazioni quando l’Inter perdeva..Purtroppo scomparve nel capodanno del 2001 a Bormio, mentre svolgeva il suo lavoro col pubblico, come al solito.

Vi dico la verità : ora la sento molto più di rado, forse per l’età, forse perchè i tempi sono cambiati, però’ quando sono in auto mi capita di mettermi sulle vs frequenze, ed ascoltandovi ritorno ai miei anni ’80 , poi fa piacere sapere che Radio Adamello è sempre viva, e c’è.
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Ecco il sito http://www.radioadamello.com/

Ora, dopo il 30 aprile la radio cesserà di trasmettere. Le frequenze sono state acquistate da un gruppo editoriale lombardo ( di cui fa parte Radio Number One ).

La notizia dell’imminente chiusura di radio Adamello mi ha colpito, come il metter sopra una pietra sul passato.

Questo è il messaggio che ci viene passato se guardiamo per un po’ i nostri telegiornali.
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A fine marzo Due, o forse tre, ‘carrette del mare’ colate a picco con il loro carico di vite e speranze nel Canale di Sicilia, nello specchio di mare antistante la costa libica. Un’altra imbarcazione con 350 disperati, soccorsa da un rimorchiatore italiano nel porto di Tripoli. Sono fra i pochi elementi di ‘certezza’ dell’ennesima tragedia dell’immigrazione clandestina che ha insanguinato il Mediterraneo
Nei TG una scarna notiza e nulla più.

In compenso siamo martellati da immagini sul terremoto Abruzzese da giorni, persone anziane che vivono nelle tende,di bambini che vanno all’asilo in tendoni, di macerie ovunque.
Questo e’ quanto i nostri mezzi di informazione ci inviano : la vita di un italiano vale almeno 100 volte quella di un africano.
I nostri politici, di fronte al terremoto, fanno a gara a chi e’ piu’ addolorato e piu’ si prodiga a raccogliere fondi.
C’e’ un partito trasversale da destra a sinistra che grida “Sciacallo!!” a chi non si accoda e non si mostra addolorato e riverente.

Il dolore va rispettato col silenzio, invece i politici ostentano una dedizione alla causa da primadonna.

Come non pensare che non si sfrutti il terremoto per avere un ritorno d’immagine?

Poi voglio contestare il sacro principio della ricostruzione, se abbiamo 2 famiglie di 4 persone

1) la prima ha perso il suo appartamento da 100 mq con una fiat punto in garage ha diritto ad essere risarcita per il valore perso.
2) se la stessa famiglia vive un una villa che vale 1.500.000 con 1 mercedes, 1 ferrari in garage non puo’ pretendere di vedersi tutto risarcito ristabilendo la situazione ante terremoto, deve avere lo stesso risarcimento della prima in quanto lo Stato non e’ responsabile del terremoto.

A volte mi sembra che il nostro sistema di vita ci costringa a vivere in un tubo.
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Ma perchè un tubo?
Perchè il tubo ti blocca gli spazi, se sei dentro vai solo avanti o indietro.

PeterRei cerca di uscire dal tubo, a volte sbatte contro le pareti invano, a volte riesce.
In cosa consiste il tubo?  Nei vincoli che la nostra società ci impone, nella iper-specializzazione, nella
globalizzazione.Non e’ che il tubo ci spara verso un modello di società che sta diventando insostenibile?

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Ho portato l’auto per la revisione: 75 euro per metterla su un banco 4 accelerate, 2 frenate e via….
E’ giusto che si controllino i freni, i fari le gomme ma 75 euro per 4 accelerate e 2 frenate sul banco mi sembra un po’ troppo,
per non parlare del bollino blu ogni anno.
Ecco a volte penso che ci sia una sorta di sistema che ci spinge a spendere le nostre risorse e noi non siamo più padroni del nostro tempo e del nostro denaro..

Ma tante persone nel tubo ci stanno bene, come Mr X il mio vicino, lui si nel tubo ci sta benissimo e viene sparato come una pallottola nella canna di un fucile.

La sua auto ideale è il SUV, k0725012

per legittimare sulla strada il successo conquistato dopo anni di sacrifici così si sta alti,per salire un bel poggiapiedi cromato perchè lo scalino dovrebbe essere alto non meno di 70cm
e se per caso offre un passaggio a qualche bella minigonnata e wow scatta l’upskirt!!k0109005
Ed mezzo dovrebbe essere sempre più alto, l’ideale sarebbe il poter guidare in piedi, come fosse al timone di una vascello con tutti i comandi sul cruscotto altro che balle!
Ed il sabato pomeriggio finalmente entra nella sua dimensione, dopo una settimana di lavoro-palestra-casa-famiglia arriva il momento dello sfogo:  in giro con gli amici nei centri commerciali ostentando potenza economica e ricerca delle migliori offerte nello stesso tempo,
oltre al piacere di sedurre e conquistare perchè questo è il “sale della vita” come sostiene con fare orgoglioso, quando la moglie non è nei paraggi.

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Poi la domenica con un ammirevole senso del dovere rientra nei ranghi e puntuale come un orologio svizzero va a messa con la famiglia e pranzo dai suoceri.
Non so, forse sono io a sbagliare, forse dovrei lasciarmi guidare e scorrere dentro il tubo?