Questo è il messaggio che ci viene passato se guardiamo per un po’ i nostri telegiornali.
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A fine marzo Due, o forse tre, ‘carrette del mare’ colate a picco con il loro carico di vite e speranze nel Canale di Sicilia, nello specchio di mare antistante la costa libica. Un’altra imbarcazione con 350 disperati, soccorsa da un rimorchiatore italiano nel porto di Tripoli. Sono fra i pochi elementi di ‘certezza’ dell’ennesima tragedia dell’immigrazione clandestina che ha insanguinato il Mediterraneo
Nei TG una scarna notiza e nulla più.

In compenso siamo martellati da immagini sul terremoto Abruzzese da giorni, persone anziane che vivono nelle tende,di bambini che vanno all’asilo in tendoni, di macerie ovunque.
Questo e’ quanto i nostri mezzi di informazione ci inviano : la vita di un italiano vale almeno 100 volte quella di un africano.
I nostri politici, di fronte al terremoto, fanno a gara a chi e’ piu’ addolorato e piu’ si prodiga a raccogliere fondi.
C’e’ un partito trasversale da destra a sinistra che grida “Sciacallo!!” a chi non si accoda e non si mostra addolorato e riverente.

Il dolore va rispettato col silenzio, invece i politici ostentano una dedizione alla causa da primadonna.

Come non pensare che non si sfrutti il terremoto per avere un ritorno d’immagine?

Poi voglio contestare il sacro principio della ricostruzione, se abbiamo 2 famiglie di 4 persone

1) la prima ha perso il suo appartamento da 100 mq con una fiat punto in garage ha diritto ad essere risarcita per il valore perso.
2) se la stessa famiglia vive un una villa che vale 1.500.000 con 1 mercedes, 1 ferrari in garage non puo’ pretendere di vedersi tutto risarcito ristabilendo la situazione ante terremoto, deve avere lo stesso risarcimento della prima in quanto lo Stato non e’ responsabile del terremoto.

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