luglio 2009


Purtroppo ho potuto vedere ben poco delle gare in TV. Ho letto qualcosa sui quotidiani e spulciato su internet.fede roma3
Che dire, abbiamo la Pellegrini che è il nostro “Valentino Rossi” nel campo del nuoto. Gia’ prima del mondiale si sapeva che era la migliore, e di parecchio sui 200 e 400 stile libero. Oltre al grande risultato di Alessia Filippi sui 1500, che con un finale un po’ più veloce poteva arrivare anche lei al record mondiale.
In generale si può dire che dal settore femminile arrivano grandi risultati. Meno bene nel settore maschile,
anche se non voglio essere maschilista ma qua mi sembra piu’ difficile emergere. Ad esempio il nostro Federico Colbertaldo fa il record europeo negli 800 SL ma alla fine arriva solo 4°. Ed è un peccato perche’ i maschi potevano approfittare del fatto che, in generale, i nuotatori made in USA non sono arrivati a Roma al top della forma, vedi Phelps e Aron Piersol nei 100m dorso, dopo aver fatto benissimo ai Trials ( battuto il rec mondiale ) qua e si è fatto eliminare nelle batterie di qualificazione: a Pechino l’estate scorsa era tutta un’altra musica per loro.
Comunque nella staffetta 4×100 SL maschile abbiamo nell’ordine USA – RUSSIA – FRANCIA – BRASILE -ITALIA e questo può essere il “termometro” per misurare il livello del nostro nuoto maschile.
Da rilevare che l’ultimo staffettista USA, Adrian Nathan spara un 46.79 nell’ultima frazione mentre nell’individuale si fa eliminare nella semifinale, arrivando appena dietro il nostro Magnini con
un tempo di 48.13!! Avesse nuotato nell’individuale come nella staffetta, con 46.79 avrebbe vinto l’argento o, ma forse solo il senso patriottico della staffetta risveglia gli americani.
Stessa cosa per il francese Bernard, forse il centometrista attualmente di maggior valore al mondo che arriva con 47.12 all’argento ma in staffetta centra la miglior prestazione con un inarrivabile 46.46!!
Peccato per Magnini che, col nono tempo non entra nella finale. Il francese Bousquet ottavo, gli è davanti per sei centesimi, ma in finale si esalta segue il brasiliano Cesar Cielo suo compagno di allenamento, arriva al 3° posto con 47.25. Vedete come a volte, ci sono tante variabili in gioco e ci sono atleti che in qualifica buttano via tutto o viceversa altri che si qualificano per il rotto della cuffia e poi, una volta in finale arrivano a medaglia.
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Nella stessa gara il Brasile con Cielo arriva all’oro, tanto merito a Brett Hawke che oltre a lui allena anche il francese Bousquet a Auburn, Alabama. “Un posto freddo, dove non c’è mai nulla da fare” come dice il brasiliano intervistato dopo la gara, e prosegue: “Una vita fatta di vasche avanti ed indietro, in patria non nessuno mi conosce ma ora comincieranno a capire…”.

Per quanto riguarda i tempi è meglio lasciar perdere, con i costumi in poliuretano si ha un bel vantaggio ( ho sentito 2 sec su una gara come i 400 sl ) ma puo’ essere anche maggiore, e comunque a questi livelli 2 secondi sono un’enormità.
Sono costumi materiale ‘gommoso’ , aderentissimi, ci vuole un’impresa per metterseli senza rischiare di vedersi con le chiappe all’aria. Dalla foto sotto si vede in che il principio è semplice piu’ gomma c’e’ più si galleggia e minore e’ la resistenza dell’acqua all’avanzamento:
02costume

E guardate un atleta che senza velleità di classifica, provocatoriamente gareggia con un costume normale e senza cuffia:
01costume

Dall’anno prossimo si ritorna al tessile e quindi vedrete che battere i record mondiali tornerà ad essere un’impresa.
Personalmente li avrei aboliti prima, perche’ il mondiale di nuoto risulta un po’ falsato, ed era questa una bella occasione per mettere le cose a posto.
Cosi’ a Roma come previsto c’e’ una scorpacciata di record. E mi ha dato fastidio ad esempio veder battuto il record mondiale di Ian Thorpe sui 400 SL ( Manchester 2002) per solo 0,01 secondi quando il campione australiano, così addobbato sarebbe sceso di 3 o 4 secondi da un tempo del genere..pazienza.

Ribadiamo comunque che a il nostro settore femminile è all’avanguardia.
PS. Avete visto la Rebecca Adlington che vinse i 400 a Pechino arrivare terza con 1,64 secondi di distacco dalla Pellegrini?
Vedremo negli 800SL ancora da disputare, gara forse troppo lunga x la Pellegrini, al contrario Alessia Filippi e la Adlington saranno più a loro agio su questa distanza.

Buon di’ a tutti

Aggiungo oggi ,
Ho visto gli 800 sl donne in Tv. Peccato per Alessia Filippi , era quinta fino ai 550 metri poi aumentava gradualmente la cadenza , l’avventato cronista già ai 600 metri la pronosticava vincente senza tener conto che era gia’ al di sotto dei suoi limiti personali. Alessia arriva a 15 centesimi ai 750 metri ma qua finisce la benzina, è bastato vedere come poco lavorasse di gambe nell’ultima vasca rispetto alla danese Friis ed all’inglese Jackson. Finisce 3° a 1.29 sec dalla prima e 74 centesimi dalla seconda, migliorando il suo personale, un gran risultato. Se non avesse corso per l’oro e non si fosse sfiancata per cercare il primo posto sarebbe arrivata seconda ma ha fatto bene cosi’.
IV posto per Rebecca Adlington, che conferma di non aver trovato la forma dell’anno scorso a Pechino, avesse bissato il record mondiale di Pechino avrebbe conquistato l’oro.
Cmq piu’ che buono il bilancio per il nuoto femminile azzurro.

Sono a tradurre e mettere insieme quanto ho trovato su http://www.goswimm.tv , questo perché costituisce un ottimo spunto per noi nuotatori di livello amatoriale che abbiamo l’obiettivo di migliorare la nostra efficienza.

Fase uno: contiamo le bracciate

Quando si cerca di migliorare l’efficienza di nuoto viene spontaneo ridurre le bracciate, anche se non sempre a questo corrisponde ad una bracciata più redditizia.

Scopo di questa fase è quello di avere un’idea di quante bracciate impieghiamo per vasca, supponendo nel mio caso di nuotare in vasca corta da 25metri.
1) Cominciamo a nuotare a stile libero per un tratto di circa 400 metri CONTINUI e solo DOPO contiamo quante bracciate ci si impiega per fare una vasca, andiamo avanti cosi’ per altri 200 metri circa in modo da sapere quante bracciate usiamo per una vasca.
Poniamo X come numero di bracciate per compiere UNA vasca da 25 metri
2) Ora dopo aver riposato un po’ proviamo a nuotare UNA vasca cercando di usare X-1 o anche X-2 bracciate, per fare questo basta rallentare un po’ la cadenza di bracciata e cercare di scivolare un po’ di più nell’acqua.
3) Ora sempre dopo aver riposato un po’ proviamo a nuotare UNA vasca cercando di usare X-3 o X-4 bracciate arrivare a tanto basta stare ad ogni bracciata con un braccio in massima estensione e l’altro indietro per qualche secondo.
4) Torniamo a nuotare senza la pausa in allungo di cui al punto 3 , usiamo un po’ di più le gambe e vediamo per UNA vasca quante bracciate ci servono, di solito sono X-1.

Fatto questo riproviamo a nuotare per almeno 50 metri, ma l’ideale e’ arrivare a 200metri o meglio ancora a 500 metri contando quante bracciate usiamo per vasca. Riusciamo a mantenere un ritmo che per noi è normale con X-1 bracciate?

Ecco il video

Alla fine dovremo avere un numero fisso sui 50 metri ( in vasca corta da 25) sostenibile anche per distanze piu’ lunghe fino a 1000 – 1500 metri SENZA TENER CONTO DEL TEMPO. Fissiamo questo numero come Y e passiamo alla fase 2.

Prova personale.
Dopo la traversata sono stato senza nuotare per qualche settimana . Venerdi’ scorso sono andato in piscina per mantenermi ‘in confidenza’ con l’acqua, dopo aver seguito i punti 1.2.3 ed essermi accorto di quanto poco tempo ci voglia per perdere il feeling con l’acqua ecco i miei risultati:
Nel mio caso Y = 35 ( 17 per i primi 25 e 18 al ritorno )
Questo è un valore per me sostenibile, probabilmente migliorabile, c’è da rilevare che basta un calo di concentrazione, una bracciata fatta male, ovvero non in presa sull’acqua che il valore sale. Tuttavia ho nuotato 400 metri con 35 bracciate ogni 50 metri.

La domenica mattina stavo guidando verso Mandello, per la traversata. Strada sgombra e scorrevole saranno state le 7:30 all’incirca. Siccome ero da solo in macchina avevo ben accesa la radio e da una nota emittente ho iniziato a sentire un bel sound, anni ’70. Bella musica indicata per caricarsi mentre si ha in mente di andare ad attraversare il lago. Se avete la pazienza di andare sul link che ho messo sotto la riconoscerete…
Mi ha dato una certa carica, lo devo ammettere.
Dopo un po’ hanno menzionato il titolo e l’autore: “theme from “shaft” di Isaac Hayes. Ma certo! un brano che fa parte della colonna sonora del film : Shaft?
shaft
Ma chi è questo Shaft? Un detective di colore che risolve il caso di una ragazza scomparsa. Genere noir, aprì la strada alla “blaxploitation” , ovvero genere poliziesco abbastanza violento i cui protagonisti sono afroamericani.
Il film è del 1971.
Theme from “Shaft” riuscì anche a vincere un Oscar come miglior colonna sonora. Le poche parole sono abbastanza scurrili ( magari ne avrebbe vinti anche 2 di Oscar) , ma fa nulla a me piace parecchio.
Purtroppo l’autore Isaac Hayes è morto l’anno scorso il 10 agosto.

Eccola

Ah dimenticavo , nel 2000 ci fu una sequel ovvero un rifacimento del film.

Ciao a tutti

Domenica 12 luglio.
E’ da un po’ che non tornavo da queste parti. Sveglia alle 6:15, colazione e via in macchina per Mandello del Lario.
Mandello è un paesotto in provincia di Lecco, sede della Moto Guzzi.
Il cielo è velato, nuovoloso e quando per un po’ sbuca il sole si sente subito un bel caldo.

Sul lungo lago di Mandello vedo la sponda opposta, l’aria del mattino è limpida e quindi la riva al di là sembra vicinissima, ma non è cosi’, me ne accorgo sul motoscafo che ci porta di la’ ci mette un pò ad arrivare ed in mezzo al lago si sente già un po’ di brezza. Quando scendo dal motoscafo mi accorgo che il livello dell’acqua è alto , la spiaggetta sassosa si restringe e gia’ una calca di nuotatori è arrivata ed e’ in attesa.
E’ previsto l’uso di un pallone gonfiabile ( sono rossi e si vedono nella foto ), si lega in vita, tuttavia il suo utilizzo è opzionale ed io ne faccio a meno, voglio attraversare il lago senza questo orpello ( che però puo’ dare sicurezza..).
Oramai la maggioranza usa le mute da nuoto, per ovviare al freddo ma sopratutto per avere un vantaggio sulla velocita’ di nuotata, a me il tempo non interessa, quindi vado con il mio costume da nuoto e basta. Poi c’e’ la crema idrorepellente che aiuta a sopportare la temperatura dell’acqua.
Alle 10 infatti l’odore di queste creme invade l’aria, chi ha la muta se la mette sul collo per eviare l’abrasioni, mentre io me la metto dappertutto perche’ l’acqua è freddina.

Alle 10:15 tanti si scaldano nuotano nei pressi della partenza, ora rimpiango la muta, avrei potuto anche nuotare un po’ per scaldarmi, ma pazienza non sono l’unico.
Finalmente si parte, la tensione della gara mi fa dimenticare la botta di freddo che ricevo appena dentro l’acqua e via. Parto abbastanza lento tanto che vedo parecchia gente mulinare braccia e gambe davanti. Il fondo del lago scompare subito, contrasta molto con lo splendido panorama della superficie che vedo quando respiro.
Gia’ perche’ io respiro in prevalenza a sinistra ovvero verso nord e vedo le barche che formano il lato nord del corridoio fatto apposta per tutelare noi nuotatori dal traffico dei natanti su e giù dal Lario.
Gia’ il nero del lago, anche durante la gara sto nuotando e vedo sotto il nulla. Ma come sarà il fondo? Impossibile saperlo, come impossibile è dare un perchè alla nostra esistenza quante cose non sappiamo noi!! Guardando il fondo mi sembra di essere un astronauta che guarda uno spazio senza stelle, un’oscurita’ piena.
E penso:..Il lario è il lago più profondo d’Italia arriva a 410 metri, mi ricordo di quando ero a scuola e mi era rimasto impresso..Pero’ mi dicevano che il punto di massima profondità è sul ramo di Como non su questo..Chissà quanto sarà qua sotto..Beh saranno almeno 200 metri , no ? Pensa avere sotto 200 metri d’acqua. Ma non bisogna aver paura, l’acqua è nostra amica…
Splendido e’ il panorama verso nord che vedo quando respiro..le montagne che svettano nel cielo sopra l’acqua verde-azzurra.
Purtroppo tutta questi pensieri mi stanno facendo rallentare, devo spingere !! E cosi’ aumento un po’ la cadenza e subito comincio a superare qualche nuotatore. In effetti gli allenamenti ‘tecnici’ mi danno ora un gran beneficio e scorro via senza faticare troppo. Ogni tanto cerco di respirare anche a destra e vedo dal numero di palloni rossi che da quella parte c’e’ il numero maggiore di nuotatori.
Aumento ancora in vista dell’arrivo ma ora aumentano tutti la cadenza e si arriva sul molo di mandello quando il chip alla caviglia mi fa segnare il tempo : 28′ e 53″.
Mi accontento cosi’ del tempo, che mi collochera’ appena prima della mezza classifica. Potevo forse tirare di piu’ , arrivare piu’ stanco ma quando si è la in mezzo al lago teniamo sempre una riserva di forze, è sempre cosi’, almeno per me.

L'arrivo dei concorrenti sul traguardo

L'arrivo dei concorrenti sul traguardo


La soddisfazione di poter dire ‘ho attraversato il lago!!’ e’ grande. Ora mangiamo qualcosa nello stand e siamo a posto.

Considerazioni sulla gara
La proloco di Mandello del Lario organizza questo evento per la 14-ma volta. L’evento è sempre più apprezzato ed i partecipanti aumentano sempre, tanto che è al vaglio degli organizzatori una proposta di fare la traversata doppia ovvero partire ed arrivare sullo stesso posto evitando l’onere di trasbordare 500 persone..Sui 3 Km la competizione sarà riservata ai nuotatori agonisti ed io se nuoto cosi’ arrivo indietro..

Per quanto mi riguarda posso dire di essere abbastanza soddisfatto, ora però se voglio migliorare dovrei dedicare più tempo agli allenamenti e quindi rinunciare ad altre attivita’che comunque mi interessano.
Anche le competizioni a livello amatoriale stanno assumendo una connotazione sempre più agonistica, nulla viene lasciato al caso, vedo gente di 50 anni e passa che cura l’alimentazione e fa vita da atleta.
Io non mi risparmio in allenamento ma per me l’impegno comincia quando entro in piscina e finisce quando esco dalla vasca, ma purtroppo questo non è più sufficiente se mi voglio migliorare.

Il livello cresce sempre di più e solo una preparazione assidua e scrupolosa permette di stare almeno nella prima metà della classifica, altrimenti si arriva indietro e di parecchio anche.

Vedremo più in la’

Buongiorno a tutti

Dopo 2 settimane di ferie e altrettante di lavoro arretrato arrivo a postare sul blog..
Chissa’ poi se interessera’ a qualcuno ma fa nulla. La stagione del nuoto è per me alla fine e domenica si chiudera’ con la traversata
del lario.( Se il tempo lo permette..)

In questo periodo ho partecipato alle gare dei master a Riccione e poi a Senigallia ho soggiornato fino al 5 luglio dove ho apprezzato per la prima volta il nuoto ‘open water’ ovvero in acque libere.
ChannelSwimming

Pensavo che nuotare in mare fosse piu’ facile per via dell’acqua salata che ti fa galleggiare di piu’, ma non è vero. Il vantaggio della
maggior galleggiabilità non compensa gli sforzi dovuti alle onde ed alle correnti, che seppur lievi ti fanno perdere parecchio.

Nuotavo in parallelo alla spiaggia ecco cosa ho imparato.

– Meglio nuotare alla mattina oppure alla sera perche’ il mare è generalmente piu’ calmo in queste ore.
– Meglio nuotare subito appena si arriva sulla spiaggia, ovvero evitare di stare a rosolarsi sotto il sole per ore e poi andare in mare
per nuotare, si può fare il bagno, ovvero qualche bracciata ma per il nuoto su lunghe distanze è meglio partire piu’ freschi.
– Mettere in testa una cuffia bella colorata cosi’ ti vedono
– Stare sempre al di qua delle boe di segnalazione: in tutte le spiagge generalmente ci sono delle boe che creano una linea immaginaria che serve a tutelare
i bagnanti dalle imbarcazioni, quindi è meglio non oltrepassarle a nuoto. Dov’ero io erano a circa 200/250 mt dalla spiaggia, una distanza piu’ che buona.
– Non nuotare con il mare mosso anche se il concetto di mare mosso è molto soggettivo

Mare_mosso

Ma volete mettere la soddisfazione del nuoto in mare rispetto a chi nuota costretto tra le mura di una piscina?

Mare_piatto

E le mute?

Peter rei non usa mute da nuoto, probabilmente servono per distanze molto lunghe sopra i 5 km quando si sta in acqua per piu’ di un’ora e mezza e ci si raffredda.

Io arrivo al massimo a 2,5/3 Km per cui ne faccio a meno.

Io ho una muta da wind-surf, una bella muta ma non va bene per nuotare l’ho provata in piscia e mi lega troppo nei movimenti, se proprio si vuole si puo’ acquistarne
una da triathlon. Costo dai 200 euro in su, ma non conviene buttar via 90-100 euro per una mutino da sub o da wind surf.
Con una bella muta da triathlon si guadagna notevolmente sui tempi, almeno 1 minuto ogni Km.