Ieri sera ho ricominciato a nuotare in piscina, diciamo che è stata una ripresa un pò macchinosa, dopo qualche settimana ho vinto la pigrizia e cosi’ , verso le 18:30 ho preparato la borsa e via…

Dopo qualche vasca ho notato che stavo andando in affanno, ovvero arrivavo con il fiato corto , questo nonostante il ritmo di nuotata non fosse particolarmente elevato, nemmeno per un nuotatore di livello ‘intermedio’ come il sottoscritto..Sarà l’eta’, sarà il fatto che la notte scorsa ho dormito un pò meno del solito?

Ma dopo un pò mi son reso conto che disattendevo una importante regola: bisogna d’are importanza all’espirazione più che all’inspirazione!

Ho trovato sul sito swimsmooth una buona spiegazione. Il sito è made in Australia, ho visto che si concentra quasi solo sullo stile libero e da qualche consiglio anche ai triatleti..

L'australiana Stephanie Rice nelle qualificazioni 200 m stile - Roma '09

L'australiana Stephanie Rice nelle qualificazioni 200 m stile - Roma '09

L’errore più comune che facciamo è quello di ritardare l’espirazione, ovvero si rimane per un po’ sottacqua senza buttar fuori l’aria e si perde tempo prezioso. Addirittura ci sono nuotatori che, a stile libero, iniziano a ruotare il capo e metter la bocca fuori dall’acqua che non hanno ancora finito di espirare. Questo perché il nostro istinto ci porta a tener dentro l’aria e rimandare la fase di espirazione dato che , quando i polmoni sono vuoti ci si sente soffocare. Bisognerebbe quindi forzare il nostro istinto di conservazione cercando di buttar fuori l’aria non appena rimettiamo la bocca sott’acqua.

Come deve essere l’espirazione ?

Dolce, graduale e controllata…

Ma diamo un occhio a questo video, una ripresa da fondo vasca, il nuotatore è G.Hackett ovviamente in gara

http://www.youtube.com/watch?v=IwvtuHya40g&feature=related

Vedete che non appena finisce l’inspirazione comincia subito a buttar fuori aria?

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