Nel mondo del nuoto chi non conosce di Mr. Laughlin?
In parecchi non sanno di lui, secondo me.
L’ideatore ed il capo del metodo e dell’organizzazione Total Immersion Qualche libro, vendita di DVD dimostrativi e l’organizzazione di swimm camp ovvero di stage di allenamento.

Cristian Sprenger - Australia

Cristian Sprenger - Australia

Partendo dal fatto che il nuoto è sport completo e l’acqua ha una resistenza all’avanzamento circa 800 volte superiore rispetto all’aria è evidente che il nuotare avvicina questo sport alle arti marziali dove la concentrazione e la forza mentale diventano indispensabili per arrivare a certi risultati dove il controllo di tutto il movimento sono così importanti.

10 anni fa Terry Laughlin scrisse il suo trattato : “Swimming faster by swimming slowly” del quale ho tradotto l’ estratto.

Nel mese di Marzo i nuotatori dell’esercito erano al culmine della stagione agonistica 1998-99 al meeting EISL di Harvard. Ogni mattina andammo alla piscina passando lungo il Charles River ed ebbi il modo di osseravare i vogatori nella canoa a 8 che si muovevano su è giù per il fiume. In quattro giorni fissai l’ipnotico movimento di queste barche tirate a lucido che scorrevano con i loro vogatori. Tutto questo mi diede spunto per applicare gli stessi concetti ai miei allievi.

gara ai mondiali di canotaggio

gara ai mondiali di canotaggio

Queste barche erano come lunghe e strette, come aghi ed eccezionalmente idrodinamiche, sembrava che non incontrassero resistenza nel loro moto di avanzamento sull’acqua, bastava una remata per farle avanzare per una lunghezza che sembrava non terminare mai senza più alcuna spinta!
Cominciai ad analizzare la notevole differenza tra il metodo di allenamento di questi atleti-vogatori rispetto ai metodi usati da molti allenatori di atleti-nuotatori.
I rematori si allenavano per ore alla ricerca della sincronia a ritmi lenti, solo ogni tanto aumentavano le andature per testare la sincronia della squadra a ritmo veloce oltre che abituare il muscolo cardiaco.
Ore ed ore a remare lentamente…Migliora la condizione aerobica e lo sviluppo della forza, ma la cosa principale è quella di avere un movimento perfetto 8 persone come fossero una sola.
Sia gli allenatori che gli atleti riconoscono il valore di questo tipo di allenamento a moderata velocità ed in questo modo riescono a raggiungere la massima sincronia.

Otto anni di insegnamento sul nuoto ‘fishlike’ in vari corsi mi hanno dimostrato che il 98% dei nuotatori hanno questi movimenti NON istintivi né intuitivi, quello che è intuitivo è l’inefficienza e le abitudini sbagliate che chiamiamo human swimming.
Mi sono accorto che dovremo usare parecchio tempo nell’imparare nuovi movimenti , usando una combinazione di esercizi a velocità molto LENTA. Fatto questo per lunghi periodi , a frequenze molto basse con brevi intervalli abbiamo imparato il nuovo movimento. L’allenamento aerobico di base, così come i rematori si allenano alla sincronia a bassa velocità.

Aaron Peirsol - Recordman 200mt Dorso

Aaron Peirsol - Recordman 200mt Dorso

Mi sono anche accorto che per questi movimenti NON istintivi, da mettere in pratica nelle prove di sprint, abbiamo bisogno di ore ed ore di paziente allenamento in modo da convertire questi movimenti da innaturali a naturali.
Per questo ci servono lunghi allenamenti a bassa velocità , l’intero ciclo di bracciata ripetuto tante volte con un basso numero di bracciate per vasca cercando di concentrarci su un particolare alla volta, ad esempio tenere la testa in posizione neutrale, allungare il corpo con il braccio leggero, mettere la bracciata asincrona in front quadrant swimming, nuotare nel modo più silenzioso possibile.
Quando tutto questo diventerà l’usuale gradualmente salirà anche la soglia anaerobica, di tanto in tanto nuotiamo più veloce con rapide ripetute con l’obiettivo di mantenere il nuovo movimento anche alle alte frequenze di bracciata, oltretutto ad alte frequenze cardiache ovvero abitueremo anche la nostra tolleranza lattacida ovvero la capacità di lavorare dei nostri muscoli anche quando lo sforzo li rende pesanti.

Quindi la Stroke lenght (SL) è la caratteristica principale dei nuotatori veloci, un buona SL si raggiunge con l’allenamento. Al contrario la Stroke rate ( SR) è istintiva. Se non ci si allena alla bracciata lunga si cercherà istintivamente di aumentare la SR per andare più veloci.

Con ogni atleta usavamo molto più tempo per insegnargli a scivolare, tanto da consentirgli di avere una bassissima frequenza di bracciate in allenamento e permettendogli di determinare un insieme di conteggio bracciate da utilizzare a varie velocità con l’intento di andare alla massima velocità con il massimo scivolamento.

Michael Phelps - Stile libero respirazione

Michael Phelps - Stile libero respirazione

Una volta stabilito il numero ottimale di bracciate, ovvero la frequenza di bracciate da mantenere in gara si fanno gli allenamenti ad una frequenza più bassa.
Esempio: se Joe Novak fa la gara dei 100 Stile libero in 13 bracciate per vasca (allora Peterrei non sa nuotare!! ) , negli allenamenti gira per il 90% della distanza con una frequenza che va da 7 a 10 bracciate per vasca, occasionalmente va a 11/12 ma i 13 sono solo per la gara.

Avevamo differenti aspettative e diversi compiti per ogni conteggio di bracciate, ma il significato centrale di ogni allenamento era quello di massimizzare lo scivolamento ad ogni velocità. Questo permette di raggiungere il top della velocità all’aumentare della frequenza.

Tornando a Joe, egli nuotò con 28 bracciate i 100 metri in 58” , lasciandogli 44 bracciate arrivò a 48”. L’effetto fu che quando arrivò il momento della gara, gli spettatori videro un atleta con la bracciata lunga e tranquilla ma velocissimo, mentre lui in realtà si sentiva libero di nuotare e di far andar le braccia a velocità libera quindi veloce come desiderava.


Strumenti di allenamento

Il principale strumento di allenamento è il corpo umano. 10 anni di insegnamenti “intensivi” mi hanno sempre più convinto che le qualità “cinetiche” dei grandi nuotatori sono essenziali e parecchie attrezzature di allenamento vanno ad interferire con lo sviluppo di queste qualità.
Solo il corpo umano libero di muoversi nell’acqua da le indicazioni di come si può migliorare.
Mi sono accorto che, il dono di natura dei nuotatori di talento, sta nella superiore percezione della cinetica, per cui sono restio ad allenare nuotatori che si dedicano ad attività che vanno ad inibire questa sensibilità.
La mia stessa esperienza venticinquennale di nuotatre con pull buoys, palette e tavolette che che non contribuiscono per nulla a questa “intelligenza cinetica”.
Per cui nelle ultime tre stagioni non ho fatto fare una vasca con buoys, palette o tavolette che siano. Quando usiamo solo le gambe lo facciamo sul nostro fianco per stili con la bracciata lungo l’asse della lunghezza, allenando il bilanciamento e la rotazione mentre usiamo le gambe.
Per quanto riguarda gli stili con la bracciata lungo l’asse della larghezza ( fly e rana) usiamo la gambata sott’acqua allenando la posizione di scivolamento sempre mentre alleniamo le gambe.
Abbiamo fatto una buona percentuale di allenamento di gambe mentre si fanno altri esercizi tecnici ed allenamenti sulla bracciata andando a gambe veloce come in gara. Spesso viene data troppa enfasi alla gambata, vedevo nuotatori fare tante vasche solo a gambe con in mano la tavoletta: è tempo e fatica sprecata, il compito delle gambe, ad eccezione dello stile a rana, è quello di dare il migliore assetto in acqua, di aiutare la rotazione lungo l’asse della lunghezza.

Gli unici attrezzi sono stati il guanto a pugno (fistglove) e lo Speedo Stroke Monitors ( conta-bracciate )ovvero un aggeggio che fa il beep ad una frequenza impostata.
Il guanti ci abituano a rimuovere la tentazione di avere una maggior potenza dal braccio. Questo attrezzo serve particolarmente per il nuotatore medio che segue i nostri programmi: con i guanti disimpara prima ad usare la potenza di spinta per velocizzarsi…Aiutano anche a migliorare il bilanciamento perché impediscono di usare le mani per correggere un assetto errato. Quanto andiamo a togliere i guanti, sembra di avere delle mani come piatti e di avere una spinta notevole!!

Il conta -bracciate ci dà subito un’idea di come stiamo andando, ovvero se riusciamo ad abbassare i tempi perché siamo più efficienti o invece se non riusciamo con la frequenza impostata star dentro quel tempo.

Gli intervalli di recupero sono i sacri pilastri dell’allenamento in vasca. Come si può allenare senza precisare gli intervalli di recupero? Ci siamo allenati per il 70% circa senza intervalli di recupero prestabiliti. Ho stabilito intervalli all’inzio di stagione, suggerito qualcosa verso la metà e non li ho mai specificati andando verso la fine della stagione. Lascio liberi gli atleti in base agli obbiettivi delle prove. Sono sicuro che sanno già bene quando il loro organismo è pronto per ripartire, in questo modo si usa tutto il tempo a disposizione senza perdite. Spesso pensavo tra me e me che avrebbero dovuto avere più recupero di quanto in realtà ne facevano.

Inge Dekker - Olanda

Inge Dekker - Olanda


Conclusioni

Mi è andato tutto in maniera molto positiva. Nuotammo bene, gli sprinters dell’esercito, sia uomini che donne che erano i meno performanti del gruppo diventarono competitivi e dominarono le gare, riscrivemmo il libro dei record per tre stagioni consecutive.
Ogni anno fummo capaci di sostituire in graduatoria dei nuotatori con altri che arrivavano senza sapere nulla del mio metodo, mettendoli assieme agli altri ed arrivando con tutti ad eccellenti risultati. Mettemmo assieme nuotatori nella staffetta dei 400 mt stile libero, gente con una media di 45” sui 100 mt con altri che nuotavano in 47-49 secondi, lo stesso con le donne da una media di 52” andai ad inserire nuotatrici che mi arrivavano con tempi sui 55-57”. I nuovi nuotatori mi dissero che avevano imparato moltissimo rispetto a quanto appreso prima . Mi sono convinto che riuscire a trovare il modo di coinvolgere e motivare gli atleti ad seguire ogni aspetto del mio allenamento ha contribuito tanto quanto la bontà dei miei allenamenti stessi.

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