Giornate di lutto per lo sport, ieri è morto Castagnetti, ct della nazionale di nuoto ed allenatore di Federica Pellegrini ma oggi voglio parlare di Frank Vandenbouke, nato a Mouscron, 6 novembre 1974 morto ieri , in Senegal dove era in vacanza.

Frank Vandenbrouke 10 anni fa, nella COFIDIS

Frank Vandenbrouke 10 anni fa, nella COFIDIS

In Belgio il ciclismo è sport nazionale. Frank era un predestinato, ovvero era un ciclista di talento aveva tutte le doti psico-fisiche per vincere, per prevalere sugli avversari quello che si dice un ciclista di classe.

Di solito i ciclisti passano dalle categorie giovanili alla categoria dilettanti, da lì i più bravi e convinti diventano ciclisti di professione. Ma Frank evitò questo passaggio, tanto era forte : ancora prima dei 20 anni debuttò nei professionisti.

Il ciclista di classe quando è nei giorni di vena diventa imbattibile 10 anni fa , nel 1999 Franck era imbattibile vinse parecchie corse in linea, ovvero le corse di un giorno. Vinse la Liegi – Bastogne – Liegi , arrivò ai mondiali di Verona arrivò tra i primi nonostante corse con un polso rotto per una caduta nelle fasi iniziali della corsa.
Da quell’anno in poi cominciarono le grane: doping e via dicendo. Il ciclista professionista purtroppo convive con il doping, è così per tutti, penso io. Ma Vandenbroucke non riuscì più a riprendersi, anche la miglior macchina umana non funziona più quando la mente non vuol più saperne di mettersi a spingere il corpo a sopportare i gravosi carichi di fatica che l’atleta deve compiere nell’allenamento quotidiano e nelle gare.
Infatti , come spesso succede a tanto talento in bici corrisponde una debolezza di carattere.
Nel 2002 viene arrestato mentre guidava: fu fermato per eccesso di velocità : in macchina una grossa quantità di amfetamine e siringhe. Inoltre, nella sua abitazione, vennero riscontrate quantità di EPO, morfina e clenbuterol, una droga prescritta per sopperire a disordini di salute.
Il corridore anche a causa di questo ebbe una forte crisi depressiva.

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L’uomo rimane da solo, da n°1 diventa un outsider, crisi anche in famiglia si separa dalla moglie e dalla figlia. Tanto che Frank tenta, nel 2005 e nel 2007 di togliersi la vita.

”Ero depresso come non mai. Ho deciso di farla finita io…Sono andato a prendere la bottiglia di vino più caro della mia cantina, un Château Petrus del 1961. Ho fatto un brindisi. Ho scritto una lettera d’addio “Non c’è bisogno di un’autopsia, ho iniettato 10cc di Atractapid. Per favore non lasciate che apra gli occhi”. Ero solo, ho messo su la maglia di campione del mondo, mi sono iniettato la sostanza e poi sono andato sul mio letto e ho aspettato di morire. Ero così felice. Non avrei più dovuto preoccuparmi. E’ stata mia madre che mi ha trovato il giorno dopo”

Vandenbrouke

Vandenbrouke


All’inzio di stagione, il 4 aprile torna a vincere, è una corsa “minore”, una cronometro di 15Km la “Boucle de l’Artois”, ma è sempre bello vincere..
Quest’anno ai mondiali di Mendrisio collabora con la TV belga, come commentatore e nelle sue intenzioni di riprendere ad allenarsi, di farsi preparate da Aldo Sassi, allenatore di Cadel Evans e del nostro Ivan Basso. Anche a 34 anni poteva, per 2 o 3 stagioni, tornare ad essere protagonista nel mondo del ciclismo.

Ma come per il nostro Marco Pantani , Frank va incontro al suo destino ..

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