novembre 2009


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E’ da quando ho ripreso a nuotare regolarmente in piscina ovvero dalla fine dello scorso agosto che avevo la sensazione che qualcosa non mi quadrava,cercavo di migliorare i miei tempi, la mia fluidità di nuotata ma vedevo che, cronometro alla mano i tempi di percorrenza rimanevano alti. Ad esempio nel test del golf arrivavo sempre intorno agli 80, oltretutto solamente quando sono al massimo della condizione. Con una nuotata differente rispetto a quella naturale.
Mi spiego meglio, per arrivare a fare 50 metri in 34, 35 bracciate devo andare con una cadenza molto lenta, impiegando 45″-46″.
Al contrario se cerco di andare veloce ovvero aumento la cadenza la qualità della mia nuotata si deteriora parecchio, arrivando a fare 50 metri in 40″ circa, ma a prezzo di uno sforzo immane..
Certo non sono più un ragazzino, ma ho visto gente nelle gare master, più anziana di me, andare meglio,molto meglio…


Quanto pubblicato qua, sulla bracciata a gomito alto, sulla posizione verticale dell’avambraccio..certo tutte cose giuste ma applicabili a me?
Io sono un nuotatore di livello medio, anche medio-basso..Ma ecco i miei obiettivi.
Allora voglio essere in grado di nuotare meglio, ovvero di nuotare a stile libero 100 metri in 1’30” senza dover tirare al massimo come ora..
Voglio avere un punteggio golf sui 75 ovvero fare i 50 metri in 40″ con meno di 40 bracciate.
Già l’erba voglio non cresce da nessuna parte, magari sono troppo ambizioso, ma ce la farò ?
Non lo so, però ci posso provare, ma son sicuro che allenandomi come facevo fino a quest’estate NON ci arriverò mai…
Certo si aumentano le qualità muscolari, la potenza aerobica, i muscoli imparano a lavorare tollerando quantità di acido lattico, ma alla fine ?
Il nuoto non è paragonabile a sport di resistenza come la corsa lunga, o il ciclismo.
Prendo questi sport a paragone perchè li ho praticati in passato,dove il miglioramento della condizione atletica andava di pari passo con il miglioramento delle prestazioni. Ma questo non accade nel nuoto.
Nel nuoto, è l’efficienza quella che ci fa andare più veloci e per una distanza più lunga.
Quando si comincia ad allenarsi regolarmente, avevo buoni miglioramenti iniziali ma dopo qualche mese arrivavo sempre allo stesso livello. Non miglioravo
più, gli sforzi compiuti in allenamento non corrispondevano più ad un abbassamento dei tempi.
A volte vedevo allenamenti massacranti, tipo 10 volte 100 metri recupero 15″ ad alta velocità, in B2 ovvero vicino alla soglia anaerobica, compiuti da nuotatori con modeste capacità tecniche.
La frenesia del movimento non contribuiva di sicuro a farli velocizzare. Ma lo spirito è quello del “no pain no gain”.

Già da qualche mese sto leggendo del metodo Total immersion.
Ho acquistato il DVD easyfreestyle, pagato caruccio ma vabbè..Sembra che dia validi consigli ma prima di dire che sia un metodo valido voglio provarlo su di me…
Qualcosa ho già messo in precedenza, sulla filosofia seguita da Terry Mc Laughlin era quella di nuotare lento per acquisire una migliore idrodinamicità e scorrevolezza.
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Terry Laughlin dice che si nuota con il corpo, non con braccia e gambe. Non ha senso potenziare in modo separato gli arti. Gli animali acquatici usano gli arti per nuotare?
Vedi questi animali sdraiati al sole delle Galapagos:
art_195_1_ecuador_galapagos_viaggio.
Il fatto di seguire questo metodo mi fa cambiare la “filosofia” dell’allenamento.
Quindi
Prima cosa:
nuota rilassato, fai tratti brevi ( 25-50 metri) , non arrivare mai stanco alla fine di ogni prova.
La nuotata efficiente richiede tempo e pazienza quindi i cambiamenti vanno assimilati pian piano, se nuoto per lunghi tratti, dopo 100/200 metri riprendo la mia solita nuotata poco efficiente, lo stesso se cerco di andare veloce per battere quello della corsia a fianco..

Seconda cosa:
Via gli attrezzi, niene pull-buoy, niente tavolette, niente palette.
Il pull-buoy serve a concentrarsi sulla bracciata, ti permette di lasciar perdere le gambe mentre nuoti. Errore!!
Se ragioni così vuol dire che dividi il nuotatore nelle due componenti braccia e gambe, mentre si nuota con tutto il corpo.
Stesso discorso vale per gli altri attrezzi, forse l’unica eccezione sono le pinnette, perchè comunque anche con le pinne nuoti con il corpo e ti potenziano oltre alle gambe i muscoli del tronco.

Terza cosa:
Che esercizi fare? Prima cosa un po’ di pazienza e di umiltà.
Sul DVD viene spiegato bene, però su youTube troviamo qualche esempio
Si comincia con quelli elementari che sono per chi comincia a nuotare, ma gia’ dalla secondo livello sono utili anche a me. Quelli più semplici li eseguo come riscaldamento. Per i successivi
Dedico il 30% del tempo agli esercizi.
Gli “spearswitch” ovvero tenendo il braccio di recupero sott’acqua. In varie varianti, con 2 pause, 1 pausa e continuo
Ed i successivi Zipper switch o ZenSwitch nella versione più recente:
. Visti in DVD sembrano tutti esercizi facilissimi ma quando si è in acqua il dover eseguirli in completa rilassatezza ed efficienza non è così semplice.
Perchè ovviamente l’importante è COME si fanno.
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Ad esempio ieri sera
Riscaldamento :
100 mt stile libero sciolto
100 mt posizione “skate”
4×100 misti

Esercizi del metodo
– serie spearswitch ( 4×25 + 3×50 + 2x 75 + 1x 400 ) partendo dalle 2 pause fino al movimento continuo
– serie zenswitch come sopra

Ora un po’ di fatica : ( come da tradizione…)
4×200 misti
Richiamo esercizi del metodo
4×50 Zenswitch
Test golf
4 volte i 50 mt ( punteggio da 82 a 78 )

Quello che mi ha colpito, in questi primi allenamenti è quanto importante sia la concentrazione negli esercizi, quando ad esempio, nello stile libero penso che tutto il corpo, dalla testa in giu’ deve entrare nel buco creato dal braccio che entra in acqua ho già un guadagno di scorrevolezza ed efficienza, oppure mi devo sforzare di lasciare rilassati i muscoli del collo, quindi testa in posizione bassa che guarda giù sul pavimento e non a 45° in avanti come fa Ian Thorpe..
Nell’eseguire questi esercizi il tempo vola..ma si sa ogni metodo ha i suoi pro ed i suoi contro..Vedremo i risultati tra qualche allenamento.

Oramai non ci speravo più ma nonostante il freddo che ormai incombe sulla terra, quando tutto ingiallisce e le foglie cadono.
Sabato pomeriggio arrivato all’orto: ho visto il viola!!

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Fiore dello zafferano


Ora verrà raccolto e vedrò la qualità di questo zafferano. I bulbi sono arrivati dall’Abruzzo…
croco

immagine zafferano con bulbo

PS. A presto per qualche ragguaglio sul metodo Total immersion…

Ieri sera, o meglio stamattina, verso le 2 ho finito di leggere “Le avventure di Augie March” , in precedenza, quest’estate avevo letto “Il re della Pioggia”. L’autore è Saul Bellow gia’ avevo scritto tempo fa di Herzog, il suo romanzo più famoso.

Rain man edito da Mondadori

Rain Man edito da Mondadori


Ma parlando di questi 2 devo dire che preferisco l’ultimo che ho letto, forse perchè il primo è ambientato in Africa e mi sembra allo stesso tempo un romanzo di avventure ed introspettivo allo stesso tempo.

Le storie di Augie March sono un favoloso romanzo, lo scrittore riesce a descrivere una trama che potrebbe essere anche banale come una storia di una persona che affornta i drammi e le felicità della vita, anche nel descrivere problemi sentimentali non scade mai nel patetico e nello sdolcinato. Un ebreo di genitori russi nato in Canada ma che fa dire al suo protagonista Augie “Sono americano, nato a Chicago….”.

Le avventure di Augie March - Mondadori

Le avventure di Augie March - Edito da Mondadori

Finora ho letto 4 romanzi dello scrittore, i due che preferisco, ovvero che metterei nella categoria degli imperdibili sono “Herzog” e “Le avventure di Augie March”, un po’ meno gli altri due “Il dono di Humbolt” ed “il re della pioggia” che pur sono bei romanzi.
Stasera nell’allenamento del martedì patirò un pò ma ne è valsa la pena.