Attacco alla legge 194 o aborto choc che nessuno racconta?

Ecco l’articolo 7 della legge in questione:

Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’articolo 6 e il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.

e la lettera A dell’articolo 6 è chiarissima: “a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna”.
La partoriente non è mai stata in pericolo di vita quindi non ci sono dubbi: bisognava fare tutto il possibile per salvare il feto, o meglio, il neonato. Ma questo NON E’ STATO FATTO.
Riprendo la notizia perchè ho sentito alla radio il minuzioso resoconto, degli ispettori inviati dal ministero relativo al caso “Catania”
ovvero del feto nato vivo e lasciato a morire in Ospedale, fatto che risale al 25-26 aprile scorso.

Una donna decide, dopo una visita psichiatrica ( perdonate il termine forse non è corretto ), dopo aver saputo che il
feto presenta delle malformazioni al viso, piu’ precisamente al labbro, di abortire.

E’ gia’ alla 22 settimana ma con il rapporto della visita psichiatrica è possibile, il feto dopo l’espulsione pesa 600 grammi
e viene lasciato su un tavolo di metallo in attesa che il giorno dopo lunedi’ venga portato via.
Solo che domenica mattina, per caso qualcuno si accorge che nel fagottino il feto è vivo e respira, tuttavia il neonato è in gravissime condizioni tanto che
nonostante venga trasferito in rianimazione muore dopo qualche ora.
Probabilente sarebbe sopravvissuto qualora fosse stato trattato come un neonato e non come un feto “espulso”.

Ieri hanno detto che il referto dell’intervento abortivo diceva “morte presunta” del feto. Ma come si puo’ in un
ospedale scrivere certe cazzate? “Morte presunta” , in pratica in un ospedale, in una sala operatoria non si riesce a capire
se un essere vivente è in vita oppure no! Poichè si sta eseguendo un aborto il feto si PRESUME morto!!

In questo modo viene attaccata la legge sull’aborto , la legge 194/78 che invece secondo me è una buonissima legge.
Ma codesta legge viene spesso attaccata quando succedono incidenti come questo.
Poi si leggono articolo su sito “Il giornale”
interventi come questo dove, con il pretesto di attaccare la legge descrivono infermieri e medici come aguzzini che lasciano il feto a morire perche’ è cosi’ che prescrive la legge.

In pratica scambia l’inefficienza ed il lassismo degli operatori con la perversa volonta’ degli operatori e dei medici dell’ospedale di lasciar morire il neonato. Vedremo come andrà a finire ma gli attacchi sono strumentali contro una legge che ha 32 anni e che ha aiutato tante donne, perchè ci si guarda bene dal dire che, con tale legge si sono potenziati i consultori ed aiutato, di fatto, tante donne disagiate nella gravidanza. Aiutare non vuol dire spingerle ad abortire, in tanti casi semmai è il contrario.

La storia è triste e so che in pochi la leggeranno ma ho voluto metterla lo stesso, non so se è più brutto il caso di malasanita’ o di malainformazione.

Buongiorno a tutti

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