Spesso capita di sentirsi rivolgere questa domanda: quanto recuperi tra una prova e l’altra?
E la stessa domanda mi è stata rivolta ieri sera, visto che da questa settimana ho ripreso ad allenarmi in piscina. Dopo 15 giorni di stacco.
Allora, mi chiedono : “se voglio fare 8×100 metri ? Facciamo 30″ oppure partiamo ogni 2 minuti?”

Per me la risposta è semplice: io voglio partire in ogni prova nelle migliori condizioni per nuotare meglio, o più precisamente per CERCARE di nuotare meglio.
Cosa vuol dire nuotare meglio?

    Vuol dire cercare di essere più efficiente quindi almeno una delle seguenti rilevazioni:

  • Coprire la distanza in minor tempo
  • Meno bracciate x vasca
  • Frequenza più bassa

A volte nelle mie prove di quest’estate mi accorgevo di perdere efficienza, magari impostavo il TT ad una frequenza più alta e ci impiegavo lo stesso tempo della prova precedente. Questo perché avevo recuperato troppo poco!!

Questo può contrariare qualche allenatore di nuoto perché si può sostenere che il fatto di eseguire recuperi prefissati, magari anche brevi è VOLUTO in modo da abituare l’organismo a tollerare la presenza di lattato nei muscoli. Le famose ripetute di “tolleranza lattacida” che eseguivo in pista da giovane…
Ma torniamo sempre al solito discorso il nuoto non è l’atletica leggera né il ciclismo: la cosa principale è nuotare bene, poi arriva anche il cosiddetto “fitness”.

Ryan Lochte, forse il nuotatore USA più in forma ai giochi panamericani


E ce ne accorgiamo nelle gare , anche a livello olimpionico. Alla fine il campione vince perche’ nella seconda parte della gara riesce a essere il più efficiente ovvero a mantenere la stessa efficienza di bracciata pur aumentando la cadenza, non vince perché il suo organismo riesce meglio di altri a tollerare la presenza di acido lattico nei muscoli.

Quindi io alla domanda del titolo io rispondo: recupero quanto basta.

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