Era un nuotatore di altissimo livello, aveva 26 anni. Arrivò 3° nella 10 Km dei mondiali di Roma. Sabato c’era una gara di coppa del mondo a Fujairah negli Emirati Arabi. La tragedia forse poteva essere evitata e forse no, l’acqua era calda sui 30° circa.
Il percorso era di 10 Km , 5 giri da 2k ciascuno, l’atleta era apparso gia’ affaticato e molto scoordinato nel penultimo giro: andava fermato e fatto salire sulle barche che pattugliano il percorso.
Invece no, una superficialità incredibile viene scambiato per affaticamento uno stato che è l’anticamera della morte.
Per attacco cardicaco muoiono molti sportivi, quando si corre a piedi, in bicicletta o durante una partita di calcio o di basket, pero’ mi sembra proprio che l’organizzazione non sia esente da colpe.
E si rimane sgomenti nello spegnersi di una vita cosi’ :

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