In sostanza è quello che vedo quando vado a spiare le classifiche e sopratutto i tempi dei nuotatori alle gare master.
Ovviamente chi va a fare questi meeting gareggia contro sè stesso nella speranza di migliorare i propri tempi, senza guardare
la classifica di categoria.
Quello che noto, tuttavia è che si arriva ad un assetto stabile e poi non si progredisce più, anzi si va indietro complice l’età..

Ma a 50 anni è possibile migliorare?

Dipende, dipende da quanto si vale e da quanto tempo si dedica al nuoto ma sopratutto da COME ci si allena.
Chi inizia a nuotare da adulto tipicamente progredisce per i primi anni per arrivare ad un livello limite, oltre il quale non si va più.
A volte il livello limite è davvero basso e questo è fonte di frustrazioni e capita che si smetta presto con il nuoto proprio per questo.
E’ quello che si chiama “mediocrità terminale”.
Ognuno ha un suo modo di nuotare che si porta dietro pregi e difetti, non è facile trovare un allenatore o un maestro che ci faccia eliminare i difetti.
Al contrario, la frenesia ed il tentativo di nuotare veloce, di star dietro a chi è più veloce non fa altro che amplificare i difetti, in questo modo ci si porta dietro un pesante fardello, che all’aumentare dello sforzo sembra pesare sempre più.
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Prendiamo i 100 metri a stile libero come esempio: a 50 anni ci sono ancora uomini che scendono sotto il minuto.
Chi ha iniziato a nuotare da adulto, a frequentare con regolarità una piscina come hobby nel dopolavoro non arriverà mai a questi livelli, io sono uno di questi.
Tuttavia si può migliorare, a nuotare i 100m in meno di 1’40” , di 1’30”, di 1’20”, di 1’15”
Io sono arrivato a 1’22” anche se ho privilegiato sempre distanze più lunghe.

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